di Marco Festa
Si scrive Pescara – Avellino, si legge duello tra veterani. Zeman contro Novellino: a confronto i tecnici più esperti (656 panchine complessive) e più vincenti della Serie B (2 promozioni per il boemo, 4 per l'allenatore di Montemarano). In comune pure l'ottobre 'mese nero' - nel quale entrambi raccolgono abitualmente molto poco - e i 5 gol subiti dalle rispettive formazioni negli ultimi quindici giri di lancette dei match finora disputati (sgradevole record della Cadetteria 2017/2018). Alle spalle settimane diametralmente opposte. Per il mister dei biancoverdi c'è stato da lavorare duro, con l'ausilio delle porte chiuse, sugli aspetti tecnico-tattici. Non di meno sulla mente dei propri calciatori dopo la clamorosa batosta del derby casalingo contro la Salernitana, perso negli ultimi 24 minuti. Dal 2-0 al 2-3: ambiente sprofondato nella delusione, immerso nella rabbia, inquinato dallo scetticismo. Dentro Suagher al posto dello squalificato Migliorini, Bidaoui per Molina e Asencio per Castaldo. Forze fresche, obbligate e volute, per un unico obiettivo: vincere per il riscatto. “Non si è mai felici quando si viene bocciati ad un esame, ma c'è la possibilità di rifarsi e riparare. Abbiamo una squadra in grado di reagire” ha dichiarato 'Monzon' nella consueta conferenza pre partita.
Dall'altra parte del campo il solito luna park zemaniano: tra alti e bassi, gol e fase difensiva tutt'altro che impeccabile. Tridente d'attacco composto da Mancuso, Pettinari e Capone. In casa gli abruzzesi non vincono dalla prima giornata: 5-1 al Foggia. Poi due pari contro Frosinone e Virtus Entella e una battuta d'arresto contro il Cittadella. Ma il delfino trova il lupo dopo il blitz di Parma, firmato Brugmann, e vuole confermarsi pur non sottovalutando il potenziale dei dirimpettai. Parola di doppia 'z', parola di ex. “L’Avellino è una squadra difficile da affrontare, considerando che se avesse vinto il derby sarebbe stata in testa alla classifica. Puntano sull’agonismo e sulla lotta e cercano di sfruttare i due attaccanti, bravi sotto porta. Loro zemaniani? Per gol fatti e subiti sì, ma giocano un calcio diverso dal nostro.”