di Marco Festa
“Mi sono spaventato. Mi è rimasto il piede incastrato nel terreno di gioco: si è un po’ tirato il tendine, ma il ginocchio non è stato coinvolto. Mi è andata bene, mi sono solo molto preoccupato.” Leonardo Morosini aveva commentato così lo scorso 4 ottobre, ovvero cinque giorni dopo essere stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco al quarto d'ora di Avellino - Empoli, l'infortunio di cui era rimasto vittima in seguito a un duello in velocità con il toscano Luperto. Nelle sue parole la sensazione di un pericolo scampato, che il tempo ha invece rivelato tutt'altro che evitato. Non si tratta, purtroppo per il ragazzo e per l'Avellino, che ha puntato tutto su di lui nel mercato estivo, di un trauma distrattivo del polpaccio sinistro come inizialmente comunicato attraverso una nota ufficiale del club irpino. Doccia gelata: lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Quel ginocchio che lo stesso Morosini aveva stretto tra le proprie mani nel momento dell'infortunio e tenuto al freddo, con tanto di borsa del ghiaccio, come documentato su Instagram, nei giorni successivi. Determinanti gli ulteriori accertamenti fatti compiere al ragazzo dal Genoa, che ne detiene del titolarità del cartellino. A Villa Stuart l'amaro verdetto, che rende inevitabile il ricorso all'intervento chirurgico e la necessità di uno stop potenzialmente non inferiore ai 6 mesi. La scorsa domenica, su Ottopagine.it, vi avevamo anticipato del clima di preoccupazione intorno al trequartista: ansia ingenerata dall'inatteso protrarsi dei tempi di rientro, ora spiegati nella maniera meno auspicabile possibile. Tegola per Novellino, che aveva spinto con ferma determinazione per poter contare sulle prestazioni sportive del talento dei grifoni, fino ad essere accontentato.