Avellino

 

di Andrea Fantucchio

E’ già partita la corsa contro il tempo per trovare una soluzione alla questione che riguarda il futuro degli oltre milleduecento alunni iscritti al liceo scientifico, “Pasquale Stanislao Mancini”. Come vi abbiamo raccontato, nel pomeriggio di ieri, il gip del tribunale di Avellino, Vincenzo Landolfi, ha disposto il sequestro preventivo dell’istituto di via De Conciliis: eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo provinciale guidati dal comandante, Quintino Russo.

Nella serata di ieri c’è poi stata una riunione convocata d’urgenza a Palazzo Caracciolo: hanno partecipato, il presidente della provincia, Domenico Gambacorta, alcuni tecnici dell’ente e il delegato all’Istruzione, Girolamo Giaquinto.

L'incontro e le proposte:

Il meeting si è poi prolungato fino a tarda notte. La prima di una serie di riunioni che animeranno una settimana che si prospetta parecchio impegnativa per Palazzo Caracciolo.

Lunedì dovrebbe esserci il primo incontro ufficiale col Provveditorato, diretto da Rosa Grano, e con la dirigente del “Mancini”, Nicolina Silvana Agnes. Probabilmente sarà contattato anche il Prefetto, Maria Tirone.

Il personale della Provincia dovrebbe essere a lavoro già nel weekend per iniziare a studiare un piano d'emergenza. Al momento è difficile immaginare una destinazione alternativa per oltre 1200 studenti. Anche alla luce di quanto accaduto nell'ultimo anno: in seguito alle inchieste sulla sicurezza scolastica, sono state chiuse alcune scuole. E, così, centinaia di alunni sono stati costretti a cambiare sede. Gli stessi studenti del liceo scientifico di via Scandone sono stati trasferiti a via De Conciliis.

Ora, come dicevamo, la disponibilità di edifici è esigua. E’ quindi molto probabile che si comincino a prendere in considerazione anche le strutture private. Potrebbe essere eseguito uno screening già a partire dai prossimi giorni. Inoltre, a prescindere dalla destinazione, è sempre più probabile l'ipotesi dei doppi turni. Una soluzione che finirà per scontentare tanti genitori ma, al momento, difficilmente evitabile. Infatti, anche se altri istituti venissero incontro al "Mancini", incrociare gli orari scolastici sarebbe impossibile senza turni pomeridiani. 

Il punto sulle indagini

La Procura potrebbe presto eseguire un nuovo sopralluogo a Palazzo Caracciolo per acquisire ulteriore documentazione. E iniziare ad ascoltare il personale degli uffici competenti. Per ora sono quattro gli indagati nell’inchiesta disposta dal Procuratore, Rosario Cantelmo. Oltre al presidente della Provincia, ci sono anche un dirigente, un tecnico e la preside dell’istituto (Leggi di più sull'inchiesta e sugli indagati).

Sia la Provincia che la dirigenza scolastica hanno sempre dichiarato di sentirsi tranquilli circa la stabilità del “Mancini”, chiarendo di aver svolto tutte le azioni necessarie per tutelare la sicurezza degli studenti. A partire dalla relazione redatta da Luigi Petti, docente di "Costruzioni in zona sismica all'Università di Salerno". Per un’eventuale richiesta di dissequestro, quel documento potrebbe essere un importante punto di partenza.

In tanti, a cominciare dai genitori, si chiedono quali siano stati gli elementi così rilevanti, raccolti in fase d’indagine, da spingere il Tribunale a disporre il sequestro.

Da indiscrezioni trapelate, sembra che la perizia dei tecnici incaricati dalla Procura abbia confermato la pericolosità di due solai. I periti hanno ipotizzato che, in caso di evento sismico, le strutture in questione potrebbero cedere.

L’epilogo di ieri è frutto di un’accurata indagine che si è sviluppata attraverso diversi sopralluoghi realizzati all’interno della struttura: il tecnico della Procura, Francesco Saviano, affiancato dal nucleo investigativo dei carabinieri e dagli ingegneri dei vigili del fuoco, ha passato al setaccio ogni aula dell’edificio. Sono state messe sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti: le vie di fuga, proprio i solai, il piano antincendio, la palestra e ogni singolo laboratorio.

Per ora l’unica certezza è che lunedì la campanella non suonerà per i ragazzi del liceo Mancini. E sarà difficile rivederli in classe anche nei giorni successivi. Troppo poco il tempo a disposizione. Provincia e Provveditorato dovranno fare gli straordinari per trovare una soluzione soddisfacente.