Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

È stato depositato questa mattina dagli avvocati della Provincia il ricorso al Tribunale del Riesame contro l’istanza di sequestro del liceo scientifico “Pasquale Stanislao Mancini” (Leggi dettagli del sequestro). Il documento, consegnato dai legali Nello Pizza e Giancarlo Giarnese, sarà discusso in aula davanti al tribunale che dovrà valutarne la bontà e scegliere se optare per la riapertura della struttura.

Sulle motivazioni che hanno spinto Landolfi a firmare il sequestro, pesa quanto scritto nella perizia redatta dal docente di Costruzioni Luigi Petti.

Per il magistrato la relazione suggerisce la necessità di incrementare il livello di sicurezza della struttura eseguendo alcuni interventi specifici. Di conseguenza i responsabili della Provincia avrebbero dovuto verificare l’eventuale indispensabilità dei lavori indicati. E, in caso di rischi evidenti, sospendere l’attività didattica.

Intanto questa mattina si sono registrate le prime proteste di alunni e genitori davanti al Mancini. C’era anche chi proponeva di spostare gli oltre milleduecento studenti a via Scandone, dove si trovano attualmente allocati gli alunni del De Luca. Soluzione che appare di difficile attuazione. Ai genitori non piace neppure la proposta dei doppi turni, suggerita dalla Provincia (Leggi: la risposta della Provincia all'istanza di sequestro).

Continua l’indagine degli inquirenti di Palazzo De Marsico: i carabinieri del nucleo investigativo hanno acquisito faldoni su faldoni negli uffici della Provincia. Oltre ad eseguire svariati sopralluoghi nel liceo. Un'indagine certosina, supportata dai tecnici dei vigili del fuoco, che ha passato al setaccio palestra, aule e laboratori. Il tecnico incaricato dalla Procura ha anche evidenziato la pericolosità di due solai. L’inchiesta al momento conta quattro indagati: oltre al presidente della Provincia, due dipendenti di Palazzo Caracciolo e la preside dell’istituto.