di Andrea Fantucchio
L'inchiesta sui diplomi falsi si arricchisce di nuovi particolari. Dopo i blitz della Procura in diverse scuole private della Regione, perquisizioni raccontate da Ottopagine.it, adesso gli investigatori potrebbero essere vicini a chi ha comprato i diplomi fasulli. Durante le perquisizioni effettuate dai carabinieri al comando del capitano Massimo Cagnazzo, con la collaborazione degli uomini del tenente Quintino Russo, sarebbero infatti saltati fuori dei nominativi riconducibili a presunti acquirenti. Decine e decine di nomi finiti all'attenzione della macchina investigativa coordinata dal procuratore capo, Rosario Cantelmo, e dal sostituto, Antonella Salvatore.
A "caccia dei nomi":
Ora il lavoro d'indagine è entrato nel vivo. Gli inquirenti stanno incrociando i nomi raccolti nel corso delle perquisizioni con quelli presenti nei verbali d'esame redatti negli “istituti attenzionati”. Cercheranno così di arrivare agli eventuali beneficiari dei titoli falsi.
Seguendo questa pista è stato ispezionato un istituto di alta formazione al centro di Avellino. Poco distante dalla sede della Cisl nella quale è iniziato tutto, col servizio di denuncia di “Striscia la Notizia”. I militari hanno acquisito svariati documenti e sequestrato alcuni pc. Un'ispezione non casuale. Gli inquirenti stanno cercando di ampliare la traccia investigativa avviata dopo il servizio di denuncia di Luca Abete. Gli investigatori vanno alla ricerca di elementi ricollegabili ad A.P., ribattezzato “mister 2000 euro”. Per lui, difeso dagli avvocati Generoso Pagliarulo e Gianfranco Iacobelli, si configura l'ipotesi di reato di falso ideologico.
Sequestrati svariati pc, memorie digitali, appunti cartacei, anche nella doppia perquisizione effettuata in un centro scolastico dell'Alta Irpinia e a casa di un uomo di Castelfranci: sarebbe lui il secondo indagato. L'inchiesta vede i carabinieri, coordinati dalla Procura, impegnati su due fronti. Da un lato si cerca di ricostruire la presunta rete di istituti scolastici che alimentava il mercato dei titoli fasulli, dall'altro gli inquirenti vorrebbero arrivare agli ideatori del sistema.
Un mercato regionale di diplomi falsi?
Si indaga ad ampio spettro: da Avellino a Caserta, passando per Napoli. I militari avrebbero infatti ispezionato un centro di alta formazione anche a Castellamare di Stabia. Per ogni scuola, ci sono altrettanti "nominativi sospetti" che potrebbero andare ad aggiungersi a quelli di A.P. Se nelle prossime settimane verranno spiccati, come sembra, altri avvisi di garanzia.
E' chiaro che, se l'intuizione degli investigatori fosse giusta, ci si troverebbe di fronte a una rete che poteva veder coinvolti svariati enti che si avvalevano di collaboratori esterni per comprare e poi vendere i diplomi falsi. Una giro che passava da Avellino, ma non risparmiava neppure altre province. Con i prezzi che oscillavano dai trecento euro per il singolo attestato, e potevano raggiungere l'esorbitante costo di migliaia di euro per un diploma completo. La Cisl di Avellino, che ha sporto denuncia con l'avvocato Ennio Napolillo, ha promesso massimo supporto agli organi inquirenti nella ricerca di eventuali "mele marce" all'interno del sindacato.
E i compratori?
Con le indagini che vanno avanti, si compromette anche la posizione degli eventuali compratori. Ora sono proprio loro i più preoccupati di conoscere lo sviluppo dell'inchiesta. Le conseguenze dell'eventuale imbroglio? Da valutare. Come vi abbiamo detto in più riprese, infatti, la violazione penale dovrebbe essere quella di utilizzo di atto falso con le relative aggravanti da stabilire caso per caso. Ma le conseguenze più rilevanti potrebbero arrivare per chi ha ottenuto un posto di lavoro usufruendo dell'eventuale truffa. E potrebbe perciò essere licenziato. Senza contare i concorsi pubblici da invalidare come già accaduto in casi simili.
Per capirne di più leggi anche questi articoli di Ottopagine.it:
1) Diplomi falsi: nuovi blitz alla Cisl
2) Diplomi falsi, inchiesta si allarga: nuovi blitz della Procura