di Andrea Fantucchio
Quelle ztl, lui, non le scorderà facilmente. Oltre settanta i verbali di multa ricevuti. Eppure, questo è quanto sostiene, non ha mai notato quei varchi. La storia di un avellinese che, affiancato dall'avvocato Massimo Passaro, ha già depositato numerosi ricorsi in Prefettura.
Tante le contestazioni evidenziate rispetto alle ztl che insistono nei varchi che si trovano in corrispondenza delle traverse del corso di Avellino. Dalla segnalatica che non sarebbe adeguata a introdurre le zone a traffico limitato alle eventuali modifiche dell'orario di apertura o chiusura non indicate correttamente.
Un caso emblematico, quello raccontato, ma non l'unico.
Ci spiega Passaro: «Noi sosteniamo vi siano state numerose irregolarità nell'applicazione delle ztl. Il caso del mio assistito è emblematico. Si era recato al corso per assistere una persona cara malata e non ha mai notato le zone a traffico limitato poiché non sono indicate correttamente. Ma non è l'unico caso. Tante le persone che si sono rivolte al mio studio per situazioni simili. Cittadini che hanno ricevuto decine di verbali per lo stesso motivo. Abbiamo sollecitato più volte la Prefettura a intervenire».
«Non ho scelto – continua – la strada dei ricorsi al Giudice di Pace per non creare danni al Comune e di conseguenza ai cittadini che avrebbero dovuto versare un contributo pari ad euro 43».
Sulle contestazioni nate intorno alle ztl abbiamo più volte discusso. Sono state raccolte le proteste di cittadini e commercianti. Ma anche evidenziati i casi di ricorsi andati a buon fine. A partire da quelli presentati dalle associazioni dei consumatori: Movimento Difesa del Cittadino di Generoso Testa, Federcosumatori di Fiorentino Lieto e Adoc Avellino di Gianluca De Cunzo (Leggi di più sui ricorsi vinti).
E non è escluso che anche i ricorsi di Passaro possano presto andare a buon fine. Ed evidenziare quelle irregolarità che il Comune sarebbe chiamato a risolvere. Per non incorrere nel pagamento di risarcimenti che potrebbero poi costituire un danno erariale per l'ente. E di conseguenza per le tasche dei cittadini. Una ipotesi, è chiaro, da valutare caso per caso alla luce delle centinaia di ricorsi già presentati alla Prefettura e al giudice di pace.