Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

«Il ginecologo mi ha detto che i dolori di mia moglie non erano nulla di preoccupante, che si trattava di coliche e ha anche consigliato di prendere una tachipirina e lasciare l'ospedale. Siamo tornati a casa e mia moglie si è sentita male. Mio figlio è nato su un'ambulanza in arresto cardiaco. E' vivo per miracolo». Il padre del bambino venuto al mondo nella notte tra venerdì e sabato ha contattato Ottopagine.it per chiarire la sua posizione e quella della moglie.

Anche alla luce della grande eco che si è sollevata intorno alla vicenda. I due genitori, che risiedono da sempre a Mercogliano, sono provati da quanto avvenuto. Li incontriamo nei pressi dell’ospedale Moscati dove è ricoverato il bambino. Le sue condizioni sono delicate ma stabili.

Tutto è iniziato venerdì sera. Quando c'è stato il primo ricovero della donna al pronto soccorso ostetrico.

«Lì mia moglie è stata sottoposta a un'ecografia. Nessun altro esame. Poi, come ti ho anticipato, il medico ci ha rassicurato e consigliato di lasciare l'ospedale», racconta l'uomo.

Al ritorno a casa, a distanza di meno di due ore, la moglie ha avvertito forti dolori addominali. Il parto era imminente. Ed è infatti avvenuto sulla prima ambulanza arrivata a via Perrottelli dopo l'allarme lanciato dai familiari.

«Mio figlio – racconta l'uomo – è nato in arresto cardiaco. Così è stato chiamata una seconda ambulanza con a bordo il personale specializzato nelle manovre di rianimazione. L'infermiere è salito sul primo mezzo e ha eseguito il massaggio cardiaco che ha permesso di salvare la vita al mio bambino».

I genitori denunciano un comportamento superficiale della struttura sanitaria. Soprattutto per quanto riguarda la prima visita alla quale è stata sottoposta la donna.

«Crediamo – conferma il padre del piccolo – che non siano state valutate con attenzione le condizioni di mia moglie. Aggiungo inoltre che, dopo quanto accaduto, avremmo apprezzato che la dirigenza dell'ospedale avesse chiesto di incontrarci, mostrando in questo modo un comportamento più umano nei nostri confronti».

Intanto è stata disposta un'indagine. Gli agenti dell'ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Avellino hanno acquisito la documentazione medica relativa al percorso ospedaliero della signora. Inoltre, gli uomini al comando del vicequestore Elio Iannuzzi, hanno raccolto diverse testimonianze. E ascoltato anche la posizione del personale dell'ospedale. Per loro «sarebbe stata la donna a rifiutare il ricovero nonostante i suggerimenti del ginecologo».

Il materiale raccolto è ora al vaglio degli inquirenti che cercheranno di ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto e stabilire eventuali responsabilità.