Dimessa partorisce in ambulanza: bimbo grave, medico aggredito

Il parto in ambulanza, poi lo scontro col medico in ospedale. Indagine in corso.

dimessa partorisce in ambulanza bimbo grave medico aggredito

I poliziotti stanno ascoltando i familiari del piccolo e il personale medico per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Un parto al limite del miracoloso, poi il ricovero, quindi la tensione alle stelle e l'alterco in ospedale che ha visto protagonisti i familiari di un neonato e un ginecologo dell'ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino.

Tutto è iniziato ieri sera, poco dopo le 23. Quando una donna di origini straniere, residente nell'hinterland avellinese, ha avvertito forti doglie e chiamato il 118. Un'ambulanza è subito giunta sul posto caricando la signora a bordo e partendo a sirene spiegate in direzione del pronto soccorso generale dell'ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino.

Il parto, però, non è avvenuto in ospedale. Il piccolo è infatti nato prematuro in arresto cardiaco durante il tragitto in ambulanza. Decisiva la manovra praticata da un infermiere che ha permesso al neonato di sopravvivere. E' stato poi ricoverato in codice rosso nel reparto di neonatalogia dove si trova tutt'ora sotto osservazione. Le sue condizioni sarebbero delicate ma stabili. La prognosi è riservata.

E' proprio in ospedale che sarebbe avvenuto l'alterco fra un familiare del neonato e il medico che aveva precedentemente visitato la madre. Secondo quanto riportato nella sua cartella clinica la donna era stata portata alle 20.20 al pronto soccorso ostetrico. Dove è stata visitata dal ginecologo che, dopo aver effettuato tutti i rilievi e gli esami strumentali, avrebbe consigliato alla signora il ricovero ipotizzando anche una colica per spiegare i dolori addominali della donna. 

La paziente ha invece firmato il rifiuto del ricovero anche alla luce del fatto che il parto non appariva imminente. Poi le cose sono andate diversamente, con il travaglio in ambulanza, la nascita prematura del piccolo e la comprensibile paura dei familiari, terrorizzati da quanto accaduto al figlio. A partire da quegli interminabili momenti nei quali il suo cuoricino ha smesso di battere. 

I genitori del piccolo sostengono che sia stato proprio quanto affermato dal ginecologo a spingerli a lasciare l’ospedale: le parole del medico li avrebbero convinti a scegliere di non optare per il ricovero. 

Dopo i momenti di concitazione è stato chiamato il 113. Sul posto sono intervenuti gli agenti dell'ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Avellino. I poliziotti della sezione Volanti coordinati dal vicequestore Elio Iannuzzi hanno interrogato diverse persone, fra il personale medico e i parenti del bambino, per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. Diverse le persone ascoltate anche nella mattinata di oggi.

Al momento, comunque, non è stata ancora sporta denuncia né da parte del medico né da parte della famiglia del piccolo nei confronti del personale del Moscati per eventuali negligenze o inadempienze. A questo punto sarà decisivo il lavoro di indagine svolto dalla Questura avellinese per ricostruire quando successo e stabilire eventuali responsabilità.