Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Corruzione e falsità materiale in atto pubblico commessa da un pubblico ufficiale: con l'arresto di questa mattina riesplode il caso dei diplomi falsi ad Avellino. E' stato arrestato, e ora si trova ai domiciliari, Antonio Perillo, 67 anni, di Avellino, il collaboratore esterno della Cisl del capoluogo finito al centro del servizio di denuncia di Striscia la Notizia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti avrebbe continuato la sua attività illecita anche dopo essere stato indagato. E' stato poi interdetto per dodici mesi dal ruolo di esaminatore per il quale è indagato, B.A., 37 anni, residente a Palma della Campania, che svolgeva il suo ruolo in un istituto scolastico privato al centro di Avellino. 

Si tratterebbe di uno dei due diplomicifi, un altro sarebbe a Santa Maria Capua Vetere, dove secondo gli inquirenti venivano prodotti i diplomi falsi poi rivenduti sotto banco.

L'indagine: 

L'operazione arriva al termine di una indagine coordinata dal procuratore capo, Rosario Cantelmo, e dal sostituto, Antonella Salvatore, eseguita dai carabinieri del comando provinciale, diretti dal colonnello Massimo Cagnazzo. Ad occuparsi dell'attività di indagine, prevalentemente rappresentata da intercettazioni ambientali e telefoniche, il nucleo investigativo di Avellino affidato al capitano Quintino Russo

Decine e decine i nomi sospetti che potrebbero essere ricollegati ai presunti acquirenti dei titoli fasulli. Un mercato rappresentato prevalentemente da giovani laureandi avellinesi. L'indagine, partita da Avellino, si è poi spostata anche fuori provincia. E così i militari sono arrivati a ispezionare il centro di Santa Maria Capua Vetere. Mesi e mesi di attività investigativa nei quali i carabinieri hanno ricostruito l'ipotetico mercato dei titoli falsi, gli spostamenti degli indagati, le modalità con le quali avvenivano le presunte "trattative" con gli acquirenti.

Una rete più vasta?

Se l'intuizione degli investigatori fosse giusta, ci si troverebbe di fronte a una rete che poteva veder coinvolti svariati enti che si avvalevano di collaboratori esterni per comprare e poi vendere i diplomi falsi. Un giro che passava da Avellino, ma non risparmiava neppure altre province. Con i prezzi che oscillavano dai trecento euro per il singolo attestato, e potevano raggiungere l'esorbitante costo di migliaia di euro per un diploma completo. La Cisl di Avellino, rappresentata dall'avvocato Ennio Napolillo, ha sporto denuncia per autotutelarsi dal rischio che ci fossero altri “collaboratori infedeli” del sindacato. Attualmente proprio la Cisl è assultamente estranea alla condotta illecita ravvisata dagli inquirenti, anzi, sarebbe parte lesa.

La posizione del sindacato

Proprio il sindacato ha inviato una nota stampa sull'accaduto: «La Cisl e la Cisl Scuola di Avellino esprimono soddisfazione per l'operato della Magistratura inquirente, guidata dal Procuratore Cantelmo, e delle Forze dell'Ordine in relazione alla vicenda dell'acquisto dei "diplomi" per l'inserimento nelle graduatorie ATA. La Cisl ha collaborato fin dal primo momento con l'Autorità Giudiziaria al fine di individuare le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti. È stata dunque dimostrata l'estraneità della Cisl e della CISL Scuola di Avellino rispetto ad una deplorevole azione autonoma ed individuale che non può macchiare l'immagine di una sigla sindacale attiva in Irpinia da oltre cinquanta anni. Ancora una volta grazie alla Magistratura e alle Forze dell'Ordine per l'ottimo lavoro svolto».

Potrebbe essere solo l'inizio

Con il primo arresto si chiude solo una prima parte dell'inchiesta. Adesso dovrà essere valutata anche la posizione degli eventuali compratori. Sono proprio loro i più preoccupati di conoscere lo sviluppo dell'indagine. Le conseguenze dell'eventuale imbroglio sono da valutare. La violazione penale dovrebbe essere quella di utilizzo di atto falso con le relative aggravanti da stabilire caso per caso. Ma le conseguenze più rilevanti potrebbero arrivare per chi ha ottenuto un posto di lavoro usufruendo dell'eventuale truffa. E potrebbe perciò essere licenziato. Senza contare i concorsi pubblici da invalidare come già accaduto in casi simili.

Presto l'indagato finito ai domiciliari, affiancato dai penalisti Gianfranco Iacobelli e Generoso Pagliarulo, sarà interrogato dal gip. E proverà a chiarire la propria posizione cercando di smentire le ipotesi di reato formulate a suo carico. Così come proverà a fare anche il dirigente dell'istituto scolastico che, rappresentato dai penalisti Gerardo Di Martino e Giuseppe Saccone, cercherà di dimostrare come la sua condotta sia sempre stata irreprensibile.

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