di Andrea Fantucchio
«I tirafondi non erano idonei al momento dello schianto, ma la condizione non era visibile dall'esterno: come mostrato da tutti i test previsti dal protocollo per valutare la condizione delle barriere stradali. Il dato non è imputabile a una cattiva condotta dell'azienda». Uno dei passaggi più significativi del controesame dei periti di Autostrade per l'Italia, condotto dal Procuratore capo Rosario Cantelmo, nel processo per la strage del bus dell'Acqualonga. Tragedia del 2013 nella quale hanno perso la vita quaranta persone.
La Procura ha continuato il controesame iniziato nella precedente udienza con il sostituto, Cecilia Annecchini. Cantelmo, avvalendosi di alcune diapositive, ha posto l'attenzione sulla condizione dei tirafondi.
I consulenti hanno spiegato che: «E' stato seguito tutto il protocollo previsto. L'ammaloramento, evidenziato dopo l'incidente, non era visibile nei test precedenti».
La difesa dell'azienda ha più volte ribadito come la tragedia non sia comunque imputabile alla condizione dei tirafondi ma «all'imperizia dell'autista e alle condizioni di bus». Alla base di questa ricostruzione anche l'angolo seguito dal mezzo fino al momento dell'impatto: per la difesa una traiettoria maggiormente curvilinea rispetto a quella sostenuta dalla Procura con un calcolo della velocità decisamente superiore.
Di parere diverso l'accusa. Ha posto l'attenzione sulla scelta delle barriere rispetto al livello di traffico calcolato nel tratto di strada considerato. I consulenti di parte avevano spiegato, nelle precedenti udienze, come il dato relativo al traffico fosse proporzionato al tipo di barriera scelta. Avevano citato dati forniti da Austrade relative al periodo di tempo fra il 2008 e il 2012.
Cantelmo ha chiesto e ottenuto dal tribunale l'acquisizione di un altro calcolo realizzato dai consulenti di parte, fra i quali l'ingegnere Alessando Lima, secondo cui il livello di traffico era superiore al 15per cento e di fatto richiedeva barriere diverse.
Nonostante le opposizioni della difesa, condotta fra gli altri dai penalisti Massimo Preziosi e dall' ex Ministro di Grazia e Giustizia Paola Severino, i documenti presentati da Cantelmo sono stati acquisiti dal tribunale così come disposto dal giudice Luigi Buono affiancato dall'assistente giudiziario Gildo Parenti. Presto sarà nominato anche un traduttore che si occuperà di tradurre in italiano la documentazione in inglese.
Nella scorsa udienza gli inquirenti avevano sostenuto l'assenza degli ancoranti nella sezione denominata modulo "1-2-4". Versione diversa quella difesa secondo cui i new jersey seguivano tutte le norme prescritte dal protocollo di sicurezza, anche rispetto al livello di traffico registrato in media lungo il viadotto dell'Acqualonga. Nella prossima udienza è prevista l'escussione di alcuni testi che potrebbero rivelarsi decisivi nell'evoluzione del processo.
Rileggi le precedenti udienze:
1) Strage bus Acqualonga: attesa per i consulenti di Autostrade (22 novembre)
2) Strage bus, nuovo video dell'incidente: «La vera dinamica» (6 dicembre)
3) Strage bus, «Le barriere erano in regola. Numeri sbagliati» (20 dicembre)
4) Strage bus: "Barriere a norma. Colpa del mezzo e dell'autista" (24 gennaio)
5) Strage bus, Procura all'attacco: «Mancavano degli ancoranti» (31 gennaio)