Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Dopo la chiusura annunciata della sede di Avellino dell'Aias entra nel vivo la protesta dei lavoratori. Attraverso i sindacati hanno comunicato che domani saranno al loro posto di lavoro.

Non hanno «ricevuto rassicurazioni o delucidazioni sul futuro della Onlus».

Alcune indiscrezioni parlano di trasferimento dei pazienti fra il Centro Australia e al P.O. di Solofra con affidamento al personale esterno alle cooperative. Ma, per ora, nulla di certo. Una situazione che ha spinto le maestranze a lanciare un appello e chiedere rassicurazioni dopo l'assemblea di ieri sera.

La chiusura amministrativa della struttura è stata programmata dopo il sopralluogo congiunto di guardia di finanza e Nas (Leggi i dettagli).

Fiorentino Lieto, segretario provinciale di Federconsumatori, ha scritto nella sua nota: «Non intendiamo entrare nel merito delle questioni sindacali che riguardano i lavoratori della struttura per gli stipendi non percepiti e soprattutto per il rischio del posto di lavoro, e, pertanto, rivolgiamo tutta la nostra solidarietà. - premette - La nostra attenzione, è rivolta agli utenti della struttura aias, soprattutto a tutti i pazienti che hanno bisogno di terapie quotidiane e senza interruzioni di continuità, alle famiglie, alle preoccupazioni che hanno di dover assicurare assistenza e trattamenti terapeutici ai propri familiari affetti da patologie particolari».

Dieci al momento gli indagati: le ipotesi di reato nei loro confronti sono di abuso d’ufficio, false fatturazioni e associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. Si indaga su una distrazione di fondi di diversi milioni di euro in favore di società terze che nulla avrebbero a che fare con le onlus indagate. Oltre a un mancato accreditamento Asl finito sotto la lente di ingrandimento degli investigatori.