Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

«E’ vergognoso. Sono una disabile e mi hanno “lasciata in mezzo a una strada”: come paziente e come dipendente. Senza una ragione», La storia drammatica di Anna, lasciata sola da quella struttura che da anni le offre assistenza. La storia drammatica di chi, oltre settanta lavoratori, questa mattina ha deciso di occupare la sede Aias di Avellino per chiedere una risposta. Dopo i silenzi di ieri da parte delle istituzioni. (Alle 14.00 su 696 Tv il servizio con le interviste della collega Paola Iandolo, riprese Gianrico Mancini)

La protesta: 

Quando arriviamo, di fronte alla sede della Onlus ci sono decine di persone. Altrettante nella hall della struttura. Voci concitate, proteste. C'è anche qualcuno in lacrime. Si chiedono spiegazioni.

«Niente di niente: al momento nessuna notizia certe e convincente sul futuro di lavoratori e pazienti», spiegano i sindacati. Scorgiamo, fra gli altri, Marco D'Acunto e Franco Fiordellisi della Cgil, e Costantinos Vassiliadis di Ugl. Le sigle sindacali affiancano le maestranze in una battaglia per garantire il futuro di decine di lavoratori e centinaia di pazienti.

La nota dell'azienda:

La direzione dell'azienda sanitaria locale ha spiegato in una nota che: «A seguito della sospensione ad horas delle attività del Centro di Riabilitazione Aias di Avellino, disposta con verbale d’ispezione congiunto Asl-CC dei Nas il 13 febbraio 2018, l’Asl di Avellino comunica che verrà garantita continuità di assistenza ai 294 utenti in carico presso il Centro di Riabilitazione”. A renderlo noto è l’Azienda Sanitaria Locale che punta a fare chiarezza in questa vicenda delicata e tranquillizzare i pazienti del centro.

“L’Azienda sanitaria locale assicura che, l’erogazione delle terapie riabilitative previste, verrà garantita, in via temporanea, utilizzando le proprie strutture presso il Centro Riabilitazione Australia di Avellino e presso il U.O. Riabilitazione del P.O. “Landolfi” di Solofra. Saranno garantite altresì le terapie domiciliari”.

Le ragioni dell'occupazione:

Soluzioni che i diretti interessati reputano impraticabili. Ascoltiamo un fisioterapista che spiega: «Parliamo di pazienti con gravi disabilità, seguiti da anni con attenzione. Ora si chiede alle famiglie di queste persone di organizzare trasferimenti improbabili in strutture che non li conoscono. Ricominciare daccapo trattamenti mirati. Pazienti e lavoratori trattati come numeri».

L'indagine:

L'indagine della Procura intanto continua (Leggi i dettagli). I magistrati di Avellino, coordinati dal procuratore capo, Rosario Cantelmo, e dal sostituto, Vincenzo D'Onofrio, hanno ipotizzato l'esistenza di una distrazione di fondi da diversi milioni di euro. Sarebbero stati dirottati dalla Onlus a favore di società terze che nulla avrebbero a che fare con il trattamento sanitario di pazienti affetti da disabilità.

Dieci gli indagati: le ipotesi di reato nei loro confronti sono di abuso d’ufficio, false fatturazioni e associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. Nel mezzo c'è proprio il destino di lavoratori onesti e pazienti in difficoltà che chiedono una risposta all'azienda sanitaria locale e ai nuovi commissari della struttura.