Avellino

 

di Carmine Quaglia

Il risultato in sé, l'ottava sconfitta in campionato, rimediata ieri pomeriggio contro la capolista Emporio Armani Milano (punteggio di 75-82), può essere definito come l'ultimo dei problemi in casa Sidigas Avellino. Non che perdere possa rendere felice la Scandone e l'ambiente irpino, ma è il corredo del ko a lasciare preoccupazione per tanti aspetti. Alla presenza del patron, Gianandrea De Cesare, tornato al PalaDelMauro a distanza di mesi dall'ultima presenza in tribuna, il roster biancoverde ha approcciato in modo positivo alla supersfida con l'EA7.

Kyrylo Fesenko ben innescato, Jason Rich solido, Thomas Scrubb ispirato: ecco gli uomini in più per una Sidigas che al 20' si è ritrovata avanti solo di 3 punti, pochi rispetto alla mole di gioco offerta, pochi per sognare il nuovo successo sull'Olimpia che ha semplicemente tenuto botta nel primo tempo per poi colpire nel momento opportuno, con vari interpreti, al primo calo degli uomini di coach Stefano Sacripanti. Già prima delle rotazioni del tecnico canturino, era emersa l'indisponibilità di Shane Lawal che, venerdì scorso, ha accusato un problema al ginocchio. I tre falli commessi, nei primi 12 minuti di gioco, da Andrea Zerini hanno ulteriormente condizionato la gestione di un settore lunghi che ha potuto contare, unicamente nel ruolo del cinque, su Fesenko. Buonissimi standard, per quantità e qualità, sono stati confermati dal centro ucraino che, però, si è ritrovato in campo ben oltre i minuti d'impiego ideali (24 rispetto ai 20 messi in conto dallo staff tecnico per concause fisiche e tecniche della squadra). 

Al dettaglio fisico del reparto interni, si lega il discorso della fluidità nel gioco che appare limitata per autonomia e l'aspetto tecnico per il settore esterni. Maarty Leunen segna soli 2 punti (utili per superare quota 2500 personali in A) in 30 minuti, ma firma ben 8 dei 21 assist di squadra. L'ala grande USA, in termini di passaggi vincenti, ha fatto da solo quanto costruito dai due playmaker del roster (6 assist per Ariel Filloy, 2 per Bruno Fitipaldo). Il dato segue la falsariga stagionale. Nel post-gara, Sacripanti ha giustamente puntato lo sguardo sul prossimo appuntamento in calendario, il ritorno del quarto di Europe Cup con la Juventus (palla a due mercoledì alle 20.30 al PalaDelMauro con ripartenza dal 77-77 pari).

Con il -6 dalla vetta in Serie A, occupata da Milano (che ribalta anche la differenza canestri), con il -4 dalla Reyer Venezia (sconfitta a Pistoia e prossima avversaria a Pasqua) e con il quarto posto effettivo in Italia (stessi punti di Brescia, ma la Leonessa ha una gara in meno ed è avanti 2-0 negli scontri diretti), la conferma tra le prime quattro forze del campionato (non solo nella regular season, ma anche nel contesto play off, determinante per la formula di partecipazione alle competizioni continentali del prossimo anno) e l'accesso alla semifinale della competizione europea sono obiettivi ancora più importanti nel percorso stagionale.

L'assenza di Lawal riapre, oggettivamente, i discorsi riguardanti il mercato. Sul finale della conferenza stampa, il coach della Scandone non si è sbottonato, ma ha usato parole sibilline nella sala stampa, mentre a poca distanza, nella zona mista, il direttore sportivo della Sidigas, Nicola Alberani, era in compagnia e a colloquio con patron De Cesare. E' evidente la riflessione interna su un roster che è condizionato fisicamente sotto canestro (N'Diaye ha seguito il match e ha raggiunto il Del Mauro ancora con le stampelle) e che appare limitato, per numeri offerti da diverso tempo, anche nella costruzione.