Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Una calma solo apparente nel cortile di cemento della scuola superiore Itis Guido Dorso di Avellino. Un pomeriggio “come tanti”: all'interno i prof fanno lezione, un vociare sommesso, qualche alunno nei corridoi. Ma fuori non passa inosservata quell'auto della polizia. Sorveglia la porta principale dell'istituto, dentro alcuni agenti stanno raccogliendo altri elementi utili a ricostruire quanto accaduto questa mattina. Quando un docente è stato colpito con uno schiaffo da un alunno. Rimproverato poco prima perché impennava col motorino in compagnia di altri ragazzi. Un episodio grave al quale Giancarlo, insegnante tecnico pratico, aveva reagito con la consueta riservatezza: decidendo di non denunciare il ragazzo. Professionale e diligente: così ce lo descrive un collega. Confermerà di esserlo anche quando – con l'aiuto dello stesso collega – riusciamo a metterci telefonicamente in contatto con lui. Ma il professore preferisce non commentare l'accaduto.

La notizia intanto si è diffusa innescando un prevedibile vespaio di polemiche e reazioni. Anche sui social. Ingigantita da un presunto bollettino medico che vuole il docente ricoverato in ospedale col naso fratturato. Lo riporta anche l'Ansa (che ha poi rettificato) e il caso diventa nazionale. Ma il professore, Giancarlo, in ospedale non è mai arrivato. Anzi: è rimasto a scuola anche dopo l'episodio. Intanto il preside, Carmine Iannaccone, si è subito attivato per fare chiarezza sulla vicenda.

Nel pomeriggio, poi, il dirigente della Volante Elio Iannuzzi ha ascoltato il professore, il preside e il ragazzo. Sono emerse due versioni contrastanti. Il diciottenne ritiene che sia stato il professore a colpirlo per prima: uno schiaffo al quale ha reagito. Il docente parla di un «buffetto» per rimproverarlo, niente di più. Non è stata sporta denuncia né si procederà d'ufficio: al momento infatti il professore ha deciso di non farsi refertare. Gli agenti domani acquisiranno comunque le immagini del circuito privato di telecamere della scuola. Per non lasciare nulla al caso ma, senza denuncia, non partirà alcuna indagine.

Intanto il vicequestore Iannuzzi pur non entrando nel merito della vicenda invita: «I presidi così come i professori a segnalare episodi di violenza alle forze dell'ordine. Perché l'intervento della polizia non è mai repressivo. Ritengo invece, come più volte indicato anche dal Questore Luigi Botte, che possa contribuire a far capire soprattutto ai giovanissimi i loro errori. E dare utili indicazioni sul comportamento da adottare. Non vogliamo certo sostituirci ai genitori o ai docenti: semplicemente collaborare con loro»·.