Avellino

 

di Marco Festa

Come anticipato da Ottopagine.it. lunedì scorso, dopo 15 mesi, si è chiuso il caso Toni. I fatti risalivano all'11 febbraio 2017 quando prima di Avellino - Hellas Verona si consumò un'aggressione all'auto su cui viaggiava il campione del Mondo con alcuni dirigenti della società scaligera. Gli otto tifosi avellinesi indagati con le accuse di danneggiamento e violenza privata e di favoreggiamento, ai quali nei mesi scorsi erano già stati revocati i Daspo, sono stati sollevati dai capi di imputazione grazie all’archiviazione delle indagini disposta dal Gip del Tribunale di Avellino Giovan Francesco Fiore su richiesta del p.m. Luigi Iglio

Pochi minuti fa la Curva Sud Avellino ha emesso un comunicato ufficiale in merito alla vicenda, che vi riportiamo integralmente: "Giustizia è fatta! Apprendiamo con gioia ma non con stupore la decisione del GIP del Tribunale di Avellino di archiviare il procedimento penale a carico di 8 innocenti tifosi dell’Avellino, ingiustamente accusati di aver assalito l'autovettura sulla quale viaggiavano i dirigenti dell'Hellas Verona, tra i quali l'ex calciatore campione del mondo Luca Toni. Ringraziamo gli avvocati Fabio Tulimiero e Costantino Sabatino che sono riusciti in maniera impeccabile a far trionfare la giustizia. A distanza di oltre un anno dai fatti la verità, sempre sostenuta dai supporters irpini, e dagli stessi confermata nelle aule del Tribunale, è venuta fuori: nessuno degli indagati ha compiuto le deprecabili azioni per le quali è stata aperta l’indagine, né tanto meno era a conoscenza di chi potesse esserne stato l'autore. La Curva Sud, che ha condannato il gesto sin da subito, ha offerto la massima collaborazione al fine di accertare cosa fosse accaduto, anche e soprattutto a tutela dell’immagine della tifoseria avellinese e della città di Avellino, da sempre esempio di sportività e correttezza. Speriamo che a questa notizia venga dato il giusto rilievo, così come è stato fatto per i fatti denunciati, che correndo sui media nazionali, hanno infangato il buon nome della tifoseria e della città di Avellino. Sparando nel mucchio, si è preferito immolare sull’altare della giustizia sommaria 8 innocenti, forse rei solo di essere tifosi biancoverdi."