Nusco

 

di Andrea Fantucchio 

Non si fermano le indagini per far luce sulla rapina a casa del sindaco di Nusco Ciraco De Mita, avvenuta nella notte fra lunedì e martedì. Quando quattro uomini incappucciati si sono introdotti nell'abitazione dove l'ex premier vive con la moglie e hanno costretto i due inquilini ad aprire la cassaforte e consegnare contanti e oggetti di valore.

I carabinieri della compagnia di Montella, agli ordini del comandante Rocco De Paola, lavorano sulle immagini raccolte dal servizio di videosorveglianza del comune di Nusco. Le telecamere avrebbero immortalato i ladri che si avvicinavano all'autovettura. Ora si lavora per analizzare i frame che potrebbero permettere di risalire alla targa. E quindi offrire un primo e probabilmente decisivo indizio per risalire all'identità dei criminali.

Sembra confermata l'ipotesi di un palo che attendeva i malviventi in auto. De Mita ha raccontato di essere stato minacciato da un uomo incappucciato e scalzo. E ha ringraziato la moglie che gli ha impedito di reagire informandolo che si «trattava di finanzieri venuti a redigere dei verbali». Una freddezza che l'ex premier ha reputato decisiva per evitare una probabile ritorsione violenta da parte dei ladri che avevano un marcato accento straniero.

Una traccia investigativa dei carabinieri si muove proprio verso un'ipotetica banda dell'Est Europa. Gruppi simili, nei mesi passati, avevano infatti già colpito in diversi comuni irpini. In molti casi si avvalgono anche di un basista: qualcuno che conosce bene la zona e si impegna a studiare i movimenti e le abitudini dei proprietari dell'abitazione presa di mira. Gli investigatori hanno anche raccolto alcune testimonianze alla ricerca di profili sospetti che potrebbero essere stati visti a Nusco nei giorni precedenti al colpo.