Benevento

Questa mattina 180 immigrati, ospiti di centri di accoglienza facenti capo al consorzio Maleventum, sono stati prelevati e trasferiti in altre strutture fuori provincia; in particolare, tra Salerno, Napoli, Avellino e Caserta. Gli interventi sono stati eseguiti in strutture a Montesarchio e a Castelvenere, determinati dalla necessità di ridurre il numero complessivo di migranti - 2500 prima di oggi - presenti nel Sannio, e raggiungere, così, il tetto fissato. A coordinare il servizio curato dalla Questura, impegnata con più funzionari, la dottoressa Lorena Capolupo, dirigente della Divisione di polizia amministrativa, sociale e dell'immigrazione.

Nessun problema per le forze dell'ordine  in entrambi i centri Maleventum, il consorzio balzato agli onori delle cronache lo scorso 21 giugno, con i cinque arresti domiicliari disposti dal gip Gelsomina Palmieri nell'inchiesta del Procuratore aggiunto Giovanni Conzo e del sostituto Patrizia Filomena Rosa.

La misura, confermata dopo gli interrogatori di garanzia, ha colpito, come è noto, Paolo Di Donato, 48 anni, di Sant'Agata dei Goti, ex amministratore e da qualche anno consulente del consorzio Maleventum; Giuseppe Pavone, 53 anni, di Benevento, dipendente del ministero della Giustizia; Felice Panzone, 58 anni, di Montecalvo Irpino, dipendente della Prefettura, ora non più in servizio a Benevento; Salvatore Ruta, 58 anni, carabiniere in servizio alla Compagnia di Montesarchio, e Angelo Collarile, 46 anni, di Benevento, dipendente (gestore di fatto, secondo gli inquirenti) di un centro di accoglienza.

Le ipotesi di reato contestate a vario titolo vanno dalla truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, alla frode in pubbliche forniture, alla corruzione e alla rivelazione di segreti d’ufficio. L'ordinanza è stata impugnata dai difensori dinanzi al Riesame, che lunedì prossimo discuterà il ricorso presentato per Di Donato dagli avvocati Nazzareno Fiorenza e Pietro Farina. (LEGGI ALTRO ARTICOLO)