di Andrea Fantucchio
«Lungo le reti autostradali potrebbero esistere tante situazioni analoghe a quelle che riguardano le barriere usurate del viadotto Acqualonga. Altre indagini sono utili, nell'interesse di tutti, ma niente caccia alle streghe». Spiega l'ingegnere Alessandro Lima, consulente della Procura di Avellino nel processo della strage dell'Acqualonga. Una tragedia che nel 2013 è costata la vita a quaranta persone che viaggiavano su un bus precipitato dal viadotto lungo la A16 all'altezza di Monteforte Irpino (Avellino).
Ieri si è celebrata un'udienza decisiva. E' stato ascoltato il superperito, il professore di Costruzioni dell'Università di Parma, Felice Giuliani. L'esperto ha confermato quanto sostenuto nella sua perizia e cioè che barriere in ottime condizioni avrebbero potuto reggere l'urto del bus e un'adeguata manutenzione avrebbe potuto evitare l'usura dei tirafondi. Il Procuratore, Rosario Cantelmo, ha chiesto la trasmissione degli atti alla Procura. Fra i documenti il verbale del Cda di Autostrade del 18 dicembre 2008 e un report del 2015 che descrive gli interventi di Aspi (Autostrade per l'Italia) sulle barriere. E proprio Giuliani aveva scritto che i problemi di usura degli ancoraggi “con molta probabilità devono essersi presentati anche in altri tratti della rete autostradale”. Soprattutto in “quelli accomunati dall'esposizione agli agenti aggressivi (in alta quota)".
Sulla questione Lima aggiunge: «Come dicevo: ulteriori verifiche posso essere soltanto utili alla sicurezza dei tratti autostradali. Anche perché le barriere di altri viadotti hanno caratteristiche simili a quelle dell'Acqualonga. Comunque va detto che Aspi, da quando è accaduto l'incidente nel 2013, ha già posto in essere analisi e misure per controllare viadotti e barriere in Italia. E non potrebbe essere altrimenti: sarebbe stato assurdo il contrario». E aggiunge: «Per onestà va detto che tanti tratti autostradali gestiti da Autostrade sono in condizioni migliori di quelli a gestione pubblica: in questi casi è chiaro che degli investimenti, da parte del concessionario, ci siano stati. Quindi ripeto: ben vengano altri accertamenti, magari anche con la supervisione del Ministero, ma senza demonizzare nessuno».
Proprio sul tema della manutenzione delle infrastrutture ruota anche l'accesa controversia fra il Governo e Autostrade. Con l'esecutivo, guidato dal premier Giuseppe Conte, che ha annunciato di voler procedere con la revoca dell'appalto dato in gestione ad Aspi, motivando la scelta con accordi che Autostrade avrebbe disatteso, non investendo adeguatamente sulle reti autostradali in termini di sicurezza. Ricostruzione ovviamente respinta dai diretti interessati che sono convinti di aver rispettato l'accordo previsto nel contratto della concessione. Proprio i vertici di Autostrade sono stati bersagliati dall'opinione pubblica dopo il recente crollo del ponte Morandi a Genova. Una tragedia che è costata la vita a 43 persone.