Avellino

 

di Marco Festa

“Certi errori vanno eliminati durante la settimana con l’esperienza, la voglia di lottare e di sacrificarsi”. Così Archimede Graziani al termine di Flaminia – Avellino 3-0. Secondo sconfitta stagionale in campionato per i biancoverdi, ora terzi in condominio con il Monterosi (1-0 all'Anzio), con un punto di ritardo sul Lanusei (2-1 all'Atletico), secondo, e tre dal primo posto, occupato da stasera in solitaria dal Trastevere (2-0 alla Lupa Roma). Secondo tracollo consecutivo in trasferta dopo il 4-1 incassato al “Paglialunga” di Fregene contro l'Atletico, intervallato dal successo di domenica scorsa sui sardi di Gardini. Una sconfitta senza diritto d'appello pur senza dimenticare le pesanti assenze in simultanea di Gerbaudo, Matute e Sforzini. “Non possiamo permetterci di giocare senza certi elementi” ha evidenziato, proseguendo nella sua disamina post partita, il tecnico dei lupi.

Guai, però, a cercare e crearsi l'alibi, perché l'atteggiamento è stato di nuovo altamente insoddisfacente ed è sempre più palese ciò che, in fondo, non è mai stato un mistero: a dicembre bisognerà intervenire in maniera consistente sul mercato per migliorare quantitativamente e soprattutto qualitativamente l'organico “base” con cui si è partiti, giocoforza, ma che sta evidenziando di non poter garantire ricambi all'altezza delle eventuali defezioni. E non solo. Non è bastato il cambio di modulo a gara in corso: dall’iniziale 4-4-2 al 3-4-3. Squadra costantemente in balia degli avversari. “Molte volte si sottovaluta ciò che dico. Piuttosto si fa attenzione a come lo dico. Bisogna ascoltare le parole di una persona che vi ha sempre parlato di difficoltà, ma che sono state puntualmente snobbate. Ciò che è più allarmante oggi è che ognuno ha voluto risolvere la partita da solo e non come squadra, ci siamo sfaldati.” ha concluso Graziani.

Incassata la pesante battuta d'arresto, l'allenatore ha tenuto un confronto con il patron De Cesare alla presenza del direttore sportivo Musa: è durato un quarto d'ora. L'analisi dei perché della "Caporetto" al “Madami”, al centro del dibattito: di nuovo tutti sotto esami. Domenica, al “Partenio-Lombardi” (ore 14), contro il Sassari Calcio Latte Dolce sarà necessario una nuova reazione d'orgoglio e, soprattutto, un'inversione di tendenza in termini di spirito e personalità, da risollevare e sfoderare, volente o nolente. Viceversa ne sarebbe evidente la mancanza. Scontato dire che la vittoria è come sempre, ma adesso più che mai, d'obbligo.