di Andrea Fantucchio
Il procuratore aggiunto di Avellino, Vincenzo D’Onofrio, ha chiesto il processo per l’ex presidente di Aias, Gerardo Bilotta, accusato di truffa aggravata. Una ipotesi di reato legata a un presunto ingiusto conseguimento di fondi pubblici per i contratti di solidarietà destinati al personale della onlus.
Secondo quanto accertato dalla guardia di finanza di Avellino Bilotta, come presidente dell'Aias, avrebbe ricorso a personale esterno per una percentuale di lavoratori superiore a quella fissata dalla Regione per il contributo statale. Le indagini delle fiamme gialle erano nate in seguito alla denuncia della Cgil di Avellino, con il segretario Marco D’Acunto. Per la Procura l’imputato avrebbe indotto in errore la direzione generale per le Politiche attive e passive del lavoro, facendosi riconoscere un contributo superiore a quello previsto. La onlus avrebbe ricevuto per i contratti di solidarietà circa 295mila euro. Accuse che ora Bilotta proverà a smentire durante l’udienza preliminare fissata per il prossimo 7 novembre, quando sarà affiancato dagli avvocati Guglielmo Scarlato e Giovanni Antonio Cillo.
La vicenda giudiziaria si aggiunge al filone dell’inchiesta principale nella quale, oltre a Bilotta, sono coinvolte altre nove persone, fra le quali la moglie e due figlie dell’ex premier e sindaco di Nusco, Ciriaco De Mita. D’Onofrio ha chiesto per tutti il rinvio a giudizio. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Avellino, guidata da Rosario Cantelmo, intorno all’Aias e alla altra onlus "Noi con Loro" sarebbe stato creato un sistema per distrarre fondi pubblici con la complicità di aziende che operavano in settori diversi da quello sanitario: dall'informatica all'edilizia. I due enti sotto inchiesta erano specializzati nel trattamento di pazienti disabili.