Aias, chiesto rinvio a giudizio anche per la moglie di De Mita

In dieci verso il processo. Anche le due figlie di De Mita dinanzi al gup.

aias chiesto rinvio a giudizio anche per la moglie di de mita

Sono coinvolti in una indagine sulle onlus Aias e Noi con Loro, che contesta a vario titolo i reati di peculato, riciclaggio, malversazione ai danni dello Stato e truffa aggravata.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Il procuratore aggiunto di Avellino, Vincenzo D'Onofrio, ha chiesto il processo per i dieci imputati nell'inchiesta sulle onlus irpine “Aias” e “Noi con Loro”, specializzate nell’assistenza dei disabili. Fra le persone sotto indagine ci sono anche Annamaria Scarinzi, moglie dell’ex premier Ciriaco De Mita, le due figlie, Simona e Floriana, oltre all’ex presidente di Aias e già consigliere comunale di Avellino, Gerardo Bilotta. I reati contestati a vario titolo sono di peculato, riciclaggio, malversazione ai danni dello Stato e truffa aggravata.  

Il prossimo 6 marzo dovranno comparire in aula davanti al gup, oltre ai familiari di De Mita e proprio Gerardo Bilotta, anche Massimo, Marco, Carmine e Annamaria Preziuso, Luca Catallo e Antonio Nigrelli.

I magistrati avellinesi, coordinati da Rosario Cantelmo, sono convinti dell'esistenza di un sistema che avrebbe distratto fondi pubblici destinati alla sanità grazie alla collaborazione di aziende che operavano in settori differenti: dall’informatica all’edilizia.  La Procura – fra le altre cose - ha focalizzato la sua attenzione su un bando di 199mila euro per la digitalizzazione e messa in rete delle biblioteche di “Noi con Loro”. Una somma che, secondo quanto si leggeva nell'atto d'accusa, sarebbe stata “ottenuta illecitamente con artifici e raggiri, che hanno indotto in errore la Regione Campania”. Grazie all’inclusione, fra i documenti presentati agli uffici di Palazzo Santa Lucia, di fatture per operazioni inesistenti emesse da una società di informatica.

Proprio in questo progetto la moglie e le due figlie di De Mita risulterebbero aver offerto, senza averne i titoli, consulenze informatiche specialistiche. Nel corso dell’indagine la finanza, agli ordini del colonnello Gennaro Ottaiano, aveva sequestrato anche alcuni conti personali degli imputati e le sedi di Nusco e Calitri dell’Aias. Nei giorni scorsi la sede di Avellino e i beni sono stati dissequestrati, così come chiesto dall'avvocato Raffaele Bizzarro.

Nei confronti di Annamaria Preziuso è ipotizzato un concorso in riciclaggio. Per i magistrati avrebbe effettuato prelievi in contanti dai conti Aias ed emesso vaglia postali e assegni circolari, poi utilizzati dall'ex presidente della onlus, Gerardo Bilotta, per pagare le ditte che hanno realizzato i lavori su una villa di proprietà dell'ex consigliere di Avellino a via Camposanto. La somma distratta ammonterebbe a circa 120mila euro, che provenivano da soldi versati dalla Regione all'Aias e che sono valsi alla Preziuso e a Bilotta anche un'ipotesi di reato per peculato. Proprio l'ex presidente di Aias aveva presentato una ampia documentazione rispetto alla villa, respingendo le accuse. Questione che, con ogni probabilità, verrà discussa anche durante l'udienza preliminare.

Le misure cautelari, emesse in un primo momento della Procura, erano poi cadute al Riesame. Al momento gli imputati sono tutti a piede libero. E proveranno a dimostrare la loro estraneità ai fatti, già dinanzi al gup: quando saranno rappresentati, fra gli altri, dagli avvocati Ferdinando Taccone, Giovanni Iacobelli, Generoso Pagliarulo, Quirino Iorio, Nello Pizza, Massimo e Anton Emilio Krogh, Guglielmo Scarlato e Giovanni Antonio Cillo.

La Procura - intanto - ha aperto anche un altro filone intorno all'Aias. Il procuratore aggiunto D'Onofrio ha disposto accertamenti su fondi ricevuti per contratti di solidarietà ritenuti sospetti. Indagine che coinvolge – anche in questo caso – l'ex presidente, Gerardo Bilotta. E che potrebbe avere sviluppi inattesi.