Avellino

 

di Marco Festa

A tenere banco in casa Calcio Avellino, oltre a un'intesa giornata che sta scivolando via mentre si continuano a limare i dettagli per portare in biancoverde il centrocampista svincolato, classe '92, Alessandro Di Paolantonio, non è solo il calciomercato. Mercoledì, in Comune, dovrebbe infatti essere stipulata la nuova convenzione grazie alla quale la neo-nata SSD otterrà l’uso esclusivo del “Partenio-Lombardi” dopo il periodo di condivisione dello stadio con l'Uesse Avellino di Walter Taccone. Quest'ultimo, dopo le bocciature dei vari ricorsi avverso l’esclusione dalla Serie B, si appresta a uscire di scena.

L’ex presidente dovrà però prima versare circa mezzo milione di euro nelle casse di Palazzo di Città in osservanza dell'accordo di rateizzazione dei debiti sottoscritto lo scorso 30 maggiom per effetto del quale è stato quantificato in 811mila euro il credito dell’ente comunale per i canoni pregressi fino a giugno 2017 (cifra alla quale va aggiunto l’importo per i canoni da luglio 2017 a giugno di quest’anno, non ancora individuato all’atto della stipula dell’accordo, ndr).

Dal totale sono stati, in quella circostanza, scorporati 300mila euro per i costi sostenuti per il restyling dell'impianto di gioco in seguito alla promozione in Serie B dell'estate del 2013 ed ulteriori 220mila euro per successive opere (manto in erba sintetica, tornelli e parcheggio settore ospiti).

La Sidigas non è, ovviamente, parte interessata nel dare / avere tra le vecchia dirigenza e l'amministrazione comunale e nelle scorse settimane ha, piuttosto, dialogato costantemente con il settore Patrimonio e l'assessorato allo sport in vista di una convenzione che potrebbe avere durata annuale.

La concessione dell'utilizzo in esclusiva del "Partenio-Lombardi" permetterà di riaprire la Tribuna Montevergine previa l’installazione dei nuovi sediolini nei settori Laterali, che erano, tra l'altro, stati acquistati da Taccone (ma non è detto che siano gli stessi che saranno utilizzati da De Cesare, ndr). Ciò comporterebbe la possibilità di aumento della capienza, che si è, però, scelto di tenere sotto i 7.500 posti per evitare una serie di adempimenti altresí obbligatori in virtù del decreto Pisanu.