Quota 22 gol: quella di un record su cui continuare a far leva per il prosieguo del campionato e non solo, dato che il mirino del Napoli è puntato pure su Coppa Italia e, soprattutto, Europa League. Con un calcolo semplice semplice, ovvero sommando le reti messe segno in questa stagione da Insigne, Milik e Mertens, in rigoroso ordine alfabetico, viene fuori, infatti, che in Serie A nessun reparto avanzato è più prolifico di quello magistralmente ruotato, nei suoi interpreti, da Carlo Ancelotti. Con un paradosso che evidenzia la bravura dell'allenatore: addio tridente, due soli attaccanti, ma più vicini alla porta e tra di loro; pronti a duettare nello stretto e ad attaccare la profondità. Il risultato: più centri per tutti. La mano dell'allenatore di Reggiolo per stimolare a muoversi altre mani: quelle dei tifosi, lì, a stropicciarsi gli occhi, per la sagacia tecnico-tattica di uno dei mister, non per caso, più vincenti nel vecchio Continente. Pure fine psicologo: e, in tal senso, il rilancio di Milik, a colpi di iniezioni di fiducia, vale più di mille parole. E non è finita qui. Sì, perché l'intenzione di arrivare, col tempo, pure a ritrovare i sigilli di Callejon, ora spostato sulla fascia di centrocampo e Verdi che, intanto, è pronto al rientro dopo un mese di stop per infortunio. Quest'ultimo, domani, alle 15, potrebbe addirittura partire dall'inizio al “San Paolo” contro la Spal dell'ex di turno Meret. Si vedrà. Prima di tutto, però, viene la squadra: il vero segreto della cooperativa del gol azzurra che non vuole mollare un centimetro in nessuna competizione ed ha ormai digerito l'amaro boccone per l'eliminazione in Champions League per mano del Liverpool.
Napoli, attacco da record. E Ancelotti ritrova Verdi
Insigne, Milik e Mertens: numeri da urlo. Il tecnico può rilanciare l'ex Bologna contro la Spal
Marco Festa