Meret, talento immenso e sogni a tinte rigorosamente azzurre

Il portiere del Napoli: "Scudetto? Non è finita. L'Italia? Per conquistarla devo essere al top"

Napoli.  

“Che regalo vorrei per Natale? Stare bene e giocare. Se poi arrivasse la convocazione in Nazionale realizzerei un sogno, ma affinché ciò avvenga devo essere al top della forma.". Così, al microfono di Radio Kiss Kiss, Alex Meret a due giorni dalla sfida interna (ore 15), da ex, contro la Spal: “Mi sono trovato benissimo, con l'ambiente e mister Semplici, un tecnico preparato che viene dal basso.”

Il portiere si è ormai messo alle spalle un'estate da incubo, che ha fatto tremare lui e, ovviamente, il Napoli, che ha versato nelle casse dell'Udinese circa 25 milioni per portarlo a l'ombra del Vesuvio. Lui, che in tanti non hanno dubbi a indicare come il vero erede di Buffon. I fatti sono più che noti. Nel secondo giorno del ritiro di Dimaro, scontro di gioco e amarissimo responso dall'infermeria: frattura del terzo medio dell'ulna sinistra. Una sorta di maledizione, mandata in archivio grazie a un duro lavoro riabilitativo e lo scorso 8 dicembre, al “San Paolo”, è arrivato il momento a lungo atteso; quello dell'esordio in maglia azzurra: "Ho vissuto un'emozione incredibile. È stato impossibile rimanere indifferente rispetto al calore dei tifosi; mi hanno fatto sentire più sicuro, anche se sono uno che prova a isolarsi dal contesto per dare tutto in campo.” ha proseguito il ventunenne estremo difensore.

Si riparte dalla vittoria all'ultimo respiro, ottenuta alla Sardegna Arena, contro il Cagliari, grazie a una magistrale pennellata su punizione di Milik, ma l'attenzione è rivolta a un triplice fronte: "In campionato possiamo e dobbiamo rimanere in scia della Juve. Non tralasciamo, però, di certo, anche la Coppa Italia e l'Europa League. Siamo consapevoli della nostra forza. Raramente ho visto un gruppo così unito e solido come quello che ho trovato qui. Ancelotti? È un grande allenatore, ha gestito nella sua carriera tanti campioni, ma è umanamente, prima di tutto, che fa davvero la differenza.”