Avellino

Addio al caso Comtec, al caso Young facendo giurisprudenza, al caso lodi evitando last minute l'intervento del Consiglio Federale, con la speranza che sia davvero tutto alle spalle e che si possa discutere, finalmente, di faccende di campo. È successo di tutto e di più in casa Sidigas Avellino nelle ultime settimane con il dato sportivo che - per motivi economici, ma anche per motivi tecnici, con un roster ridotto all'osso - è passato, purtroppo, decisamente in secondo piano. E' rimasto fin troppo isolato l'orgoglio lasciato sul parquet dalla squadra di coach Nenad Vucinic, capace di concedere respiro e fiducia all'ambiente, ai tifosi, agli appassionati della palla a spicchi avellinese, storditi dalle tante vicende e con il dubbio della consistenza societaria. 

Nell'evoluzione stagionale, è stata oltremodo tardiva la segnalazione delle difficoltà interne alla piazza con l'annesso rischio di fuga degli atleti, i quali hanno pensato realmente di salutare Avellino. Tra l'altro, le problematiche congiunturali - così definite dalla proprietà e dalla LegaBasket - sono state accettate dalla stessa tifoseria che, all'appello e alla successiva chiarezza del patron e dei dirigenti, ha risposto con rinnovato entusiasmo e voglia di difendere un patrimonio inestimabile, come quello della massima serie per la realtà Avellino.

Dagli stipendi non pagati agli inadempimenti e ai lodi, passando per i potenziali errori in un tesseramento, quello di Patric Youngrisolti al limite - temporale e di forma - anche grazie alla vacatio legis tra le normative. Quelli elencati, sono tutti aspetti negativi che potevano costare carissimo e avrebbero potuto condizionare e non poco. Dal 2012, la gestione Sidigas ha dato seguito ad un grande sforzo economico, assolutamente da rimarcare, ma messo in discussione da un gioco del brivido finale che - si spera - possa essere annullato a partire dal prossimo futuro. Sarebbe soltanto la salvaguardia di un percorso costruito e che va difeso, passo dopo passo, dalla stessa proprietà.

E', di fatto, per l'ambiente, la ricerca di una normalità di fondo con il ritorno della regola e non del rischio costante dell'eccezione in più dinamiche, nonostante ci sia nell'aria già qualche nuova voce di BAT e di lodi. Per il club biancoverde ci sarà, quindi, ancora da soffrire e abbattere nuovi ostacoli, seppur legittimi, ma l'auspicio è che possano essere cancellati con modalità più celeri e indolori. E' la vigilia di Avellino-Cremona e la parola torna al campo con la fiducia che ci resti per molto tempo.

Sarà anche l'occasione per far crescere il numero di spettatori al PalaDelMauro, ma in questo caso la proprietà Sidigas va tirata fuori dal contesto, anzi è parte lesa. I dati diffusi dalla Serie A e relativi alle presenze nei palasport portano Avellino alla penultima posizione in classifica con una media di 2651 spettatori a gara. Il match in campo neutro, all'esordio a Pistoia, non può risultare come alibi. Non si possono nemmeno dimenticare i tanti vuoti lasciati sugli spalti in occasione delle gara di Champions League, appuntamento snobbato fin qui dal pubblico irpino. La scelta della tv nazionale di trasmettere in diretta - in chiaro - la gara casalinga della squadra italiana non è forse la migliore, ma è la stessa città e la stessa provincia di Avellino che è probabilmente chiamata, da qui in avanti, a far capire quanto tiene alla Scandone e agli eventi a cui partecipa la squadra di Vucinic.