Napoli

È di nuovo Milan - Napoli, ma, stavolta, in palio non ci sono 3 punti. A distanza di tre giorni dalla sfida di campionato, finita a reti inviolate, rossoneri e azzurri si contendono l'accesso alla semifinale di Coppa Italia. Calcio d'inizio alle 20:45. Vietato fallire è l'imperativo degli uomini di Ancelotti, scivolati a -11 dalla capolista Juventus e con 14 punti di vantaggio sul quinto posto, occupato dalla Roma. Insomma, i numeri ricordano che la kermesse tricolore e l'Europa League sono diventati i veri obiettivi stagionali per Hamsik e compagni.

Gare ravvicinati e spazio, una volta e di più, al classico turnover del tecnico di Reggiolo. In primis, riecco Allan, che torna titolare dopo giorni concitati per il pressing del PSG da ritenersi, in ogni caso, non concluso. Scelte piuttosto obbligate in difesa: fuori Albiol e Hysaj, acciaccati, l'unico ballottaggio da risolvere è sulla corsia sinistra dove Mario Rui potrebbe essere preferito a Ghoulam, non al top. A destra tocca a Malcuit, con Maksimovic e Koulibaly diga centrale. In mediana, detto del rientro di Allan, Callejon e Fabián Ruiz sugli esterni con Diawara interno a completare il pacchetto del settore nevralgico dopo il passaggio in prestito (secco) di Rog al Siviglia. In attacco spazio a Insigne e Milik.

Intanto, la partita rappresenterà un nuovo test per la sicurezza in attesa che da giovedì entri in vigore il codice anti-razzisti modificato dalla federcalcio: i match saranno sospesi dopo due interruzioni. Nel consiglio federale in programma domani, verrà snellita la procedura per portare all’interruzione delle partite per cori razzisti o di discriminazione territoriale. «Era tutto troppo complesso, giusto eliminare uno step: resta la determinazione da parte di tutti a porre in essere delle condizioni per cui il calcio non si debba arrendere davanti al becerume e all’idiozia di una minoranza. Noi speriamo di non far mai uscire le squadre dal campo, ma di far uscire dallo stadio chi non si comporta nel rispetto degli altri, calciatori o tifosi avversari» ha spiegato Cosimo Sibilia, vicepresidente vicario della FIGC.