Ventisette anni dopo la fine di un sogno può iniziare un altro. E, a prescindere da se poi diventerà realtà o meno, sta scivolando via una delle vigilie più importanti della storia degli ultimi decenni del calcio avellinese. Perché se domani i lupi battono il Trapani e non vince una tra Livorno e Pescara, rispettivamente impegnate al Picchi contro il Vicenza e all'Ossola contro il Varese, saltano i tappi dello spumante o dello champagne, a seconda della preferenza personale, che poco conterebbe. E poco conterebbe anche se poi i biancoverdi ce la faranno ad arrivare fino in fondo. A tornare in quella Serie A abbandonata da quasi trent'anni: garantirsi semplicemente la possibilità di lottare per ritornare lì, dove tutti hanno sempre desiderato di essere un attimo dopo il fischio finale di quell'Inter - Avellino 1-1, che sancì un'amarissima retrocessione dopo dieci anni vissuti da regina del calcio di provincia italiano; a coronamento di una crescita graduale e costante, che ha portato i lupi dalla D alla Serie B, consolidata in due anni da ricordare, sarebbe già uno splendido successo. Ma un passo per volta. Cuore, grinta e cinismo. C'è da vincere la sfida in programma domani con calcio d'inizio alle 15 in un "Partenio-Lombardi" che si preannuncia gremito. Che Rastelli, nella conferenza stampa della vigilia, ha definito senza indugi, e a ragione, "la partita".
Un tris da play off - Reduce da due risultati utili consecutivi, ovvero il 3-2 imposto al Pescara nell'ultimo turno casalingo e il prezioso 1-1 strappato al Dall'Ara, contro il Bologna, l'Avellino vuole regalarsi un tris da Serie A. La squadra ha sostenuto nel pomeriggio la consueta seduta di rifinitura a porte chiuse al termine della quale è stato diramato l'elenco dei convocati, dove, come previsto, non figurano gli infortunati Bavena, Chiosa, Schiavon e Soumarè. E proprio l'assenza di Chiosa e Schiavon fa crescere in maniera considerevole le chance di rivedere l'Avellino in campo con l'ormai collaudato 4-3-1-2. Davanti a super Frattali, tra i pali, linea a quattro composta da Almici (in vantaggio su Bittante), Ely, Pisacane e Visconti anche se non è da escludere una variante con Fabbro centrale e il difensore partenopeo, al rientro dopo un turno di squalifica, sulla corsia destra difensiva. A centrocampo D'Angelo e Kone (anche l'ivoriano è reduce da una giornata di stop imposta dal giudice sportivo, ndr) si contenderanno fino all'ultimo una maglia da titolare, per affiancare Arini e Zito. Confermatissimo Sbaffo dietro alle punte, che dovrebbero essere Castaldo e Trotta. L'attaccante casertano, tenuto a riposo in Emilia, è favorito su Mokulu e Comi. Più remota la possibilità dell'utilizzo del 3-5-2 che potrebbe essere rispolverato con Vergara al fianco di Ely e Pisacane in difesa.
Formalità salvezza - Il Trapani è ad un passo dalla permanenza in categoria. Ai granata manca un punto per l'aritmetica certezza della salvezza, ma potrebbero anche permettersi il lusso di perdere nel caso in cui la Virtus Entella non riuscisse a battere al "Comunale" il Latina. Cosmi, che ha presentato la sfida sgravando i suoi da ogni tipo di pressione, dovrebbe puntare sul collaudato 4-4-2 con Lys Gomis in porta; Daì, Perticone, Pagliarulo e Rizzato nelle retrovie; Basso, l'ex Ciaramitaro, Barilla e Nadarevic, a centrocampo e il tandem Curiale - Abate in attacco. Fischia Pezzuto della sezione di Lecce. Con lui l'Avellino non ha mai perso. Via agli scongiuri. Perché domani, pur di vincere, ben venga pure un pizzico di scaramanzia.
Marco Festa