Una richiesta di incidente probatorio per riesumare la salma della piccola e sottoporla ad un nuova autopsia, ed eseguire alcuni accertamenti di natura genetica su possibili tracce biologiche presenti su un bottone trovato sulla scena del crimine, un pantaloncino da bimba, una maglietta ed un pantalone.
L'ha avanzata al Gip il procuratore aggiunto Giovanni Conzo nell'inchiesta sulla morte di Maria, 9 anni, la bimba rumena rinvenuta senza vita il 19 giugno 2016, morta annegata, nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino.
E' ulteriore novità in una storia, che per la verità ne ha già riservate un bel po', al centro di una indagine che a gennaio, come si ricorderà, era stata prorogata di altri sei mesi dal gip Flavio Cusani, al termine della camera di consiglio convocata dopo l'opposizione delle parti offese – i genitori della bimba, assistiti dagli avvocati Fabrizio Gallo e Serena Gasperini – alla proposta di archiviazione firmata dalla Procura, alla luce delle decisioni del Riesame e della Cassazione, per Daniel e Cristina Ciocan, i due fratelli rumeni tirati in ballo dall'attività investigativa dei carabinieri.
In particolare, il dottore Cusani aveva archiviato l'accusa di omicidio a carico di Cristina, ma non di Daniel – ora è difeso dall'avvocato Salvatore Verrillo-, al quale è contestata anche la violenza sessuale, ed aveva disposto l'allargamento dell'inchiesta anche nei confronti del papà e della mamma di Maria, per i quali è stata prospettata una ipotesi di violenza sessuale.
Gli accertamenti scientifici riguarderanno, in particolare, un bottone del pantalone della vittima, il jeans indossato da Daniel il 19 giugno, un pantalocino da bimba e una maglietta sequestrati nell'abitazione della minore.