Benevento

L'associazione Altrabenevento torna sulla vicenda della potabilità dell'acqua erogata da Gesesa a cittadini dei Rioni Ferrovia, Libertà e del Centro storico dopo una seire di analisi che hanno evidenziato la presenza di tetracloroetilene nei pozzi di proprietà del Comune di Benevento di contrada Pezzapiana e Campo Mazzoni, alle spalle della stazione ferroviaria centrale.

Con una nota Sandra Sandrucci di Altrabenevento spiega di aver inviato una nota indirizzata all'architetto Elena Cavuoto, Responsabile Ufficio Ambiente del Comune di Benevento, che ieri ai microfoni di Ottopagine.it ed Ottochannel.tv, con il sindaco Clemente Mastella, aveva reso noto i risultati delle ultime analisi commissionate da Gesesa.

“Abbiamo ascoltato – spiega Sandra Sandrucci -, con grande stupore, le dichiarazioni rese... In particolare lei riferisce che i valori di tetracloroetilene accertati dal Laboratorio Tecnobios con prelievo del giorno 29 marzo e fine esame il 5 aprile, sono di 1,83 microgrammi/litro ad di sotto del limite di 10 microgrammi/litro, ma non spiega a quale “limite” o “soglia” si riferisce.  

Gli esami del Laboratorio Tecnobios, ai quali lei ha fatto riferimento durante la dichiarazione a mezzo stampa riportano il limite di 10 mcrogrammi /litro ma nella nota si precisa che si tratta del limite previsto dal D.Lgs. n.31/2001 per la potabilità dell’acqua.

Lei invece – scrive Altrabenevento rivolgendosi all'architetto Cavuoto - sa bene che per le acque profonde la Soglia di Contaminazione è di 1,1 microgrammi/litro come previsto dalla Tab.2 All.5 parte IV D.Lgs.n.152/06.

Dopo cinque mesi di discussione, questo riferimento normativo è ormai assodato per tutti (l’ARPAC lo ha segnalato con gli esami di dicembre 2018, gennaio, febbraio e marzo 2019; la Regione Campania U.O.D. Autorizzazioni Ambientali e Rifiuti con la richiesta di ulteriori accertamenti ricordando le norme del Testo Unico Ambientale; la Provincia anche con la richiesta del 27/03/2019 di esami sui pozzi privati) e francamente non si comprende come lei abbia potuto fare confusione.

Inoltre lei sostiene che “per tranquillizzare i cittadini” saranno effettuati controlli anche sui terreni come se si trattasse di esami fatti solo per scrupolo. In realtà, gli accertamenti che il Comune ha affidato ad una società privata sulle acque profonde, cioè quelle della falda della piana di Benevento (Determina Settore Ambiente n. 298 del 28/3/2019), nascono dalla necessità di effettuare i controlli richiesti dalla Regione Campania, Direzione generale per l’Ambiente e l’ecosistema, a seguito di esami dell’ARPAC che a gennaio segnalava valori di tetracloroetilene vicini al superamento della Soglia di Contaminazione di 1,1 microgrammi/litro.

Prima l’ARPAC e poi la Regione – scrive ancora Sandrucci - hanno chiaramente indicato la necessità di effettuare gli accertamenti ai sensi dell’art.  242 del Testo unico Ambientale che prevede ulteriori accertamenti “al verificarsi di un evento che sia in grado di contaminare il sito” dopo aver “messo in atto le necessarie misure di prevenzione”.

Secondo Altrabenevento “gli esami successivi dell’ARPAC effettuati il 14/02/2019 hanno accertato valori di tetracloroetilene di 2,5 microgrammi/litro  nel pozzo di Pezzapiana e di 3,4 microgrammi/litro nel pozzo di Campo Mazzone, quindi ambedue superiori alla Soglia di Contaminazione di 1,1 microgrammi/litro nelle acque profonde. L’ARPAC ha pure accertato il valore di 0,70 per il triclorometano (Cloroformio) che ha quindi superato la Soglia di Contaminazione di 0,15 microgrammi/litro, sempre ai sensi del D.Lgs. n.152/2006.

Pertanto, va applicato, senza ulteriori indugi,  l’art. 244 del testo unico che così dispone: '1. Le pubbliche amministrazioni che nell'esercizio delle proprie funzioni individuano siti nei quali accertino che i livelli di contaminazione sono superiori ai valori di concentrazione soglia di contaminazione, ne danno comunicazione alla regione, alla provincia e al comune competenti. 2. La provincia, ricevuta la comunicazione di cui al comma 1, dopo aver svolto le opportune indagini volte ad identificare il responsabile dell'evento di superamento e sentito il comune, diffida con ordinanza motivata il responsabile della potenziale contaminazione a provvedere ai sensi del presente titolo. 3. L'ordinanza di cui al comma 2 è comunque notificata anche al proprietario del sito ai sensi e per gli effetti dell'articolo 253.4. Se il responsabile non sia individuabile o non provveda e non provveda il proprietario del sito né altro soggetto interessato, gli interventi che risultassero necessari ai sensi delle disposizioni di cui al presente titolo sono adottati dall'amministrazione competente in conformità a quanto disposto dall'articolo 250' ”.

Secondo Altrabenevento “i pozzi di Pezzapiana e di Campo Mazzone di proprietà del Comune di Benevento, vanno considerati contaminati; non è possibile al momento individuare la causa e l’autore dell’inquinamento ma i due siti vanno chiusi anche per il principio di precauzione”.

Al centro della missiva c'è dunque la “differenza tra limite di potabilità e Soglia di Contaminazione per non decidere l’immediata chiusura dei pozzi di proprietà del Comune di Benevento, ma francamente non si può accettare che proprio l’ufficio Ambiente possa, di fatto, contribuire ad alimentare ulteriore confusione con dichiarazioni alla stampa contraddittorie o incomplete”.

Al termine della missiva Altrabenevento chiede quindi alla Segretaria Generale del Comune, quale responsabile per la trasparenza, “di disporre la pubblicazione nella sezione 'Amministrazione Trasparente' dei risultati ufficiali degli esami effettuati per consentire ai cittadini di conoscere esattamente i risultati degli accertamenti sulla contaminazione dei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni dai quali la Gesesa attinge acqua per servire gli abitanti dei rioni Libertà, Ferrovia e Centro storico”.