Napoli

Cinque giornate alla fine del campionato, cinque partite che potrebbero rappresentare le ultime con la maglia del Napoli per Lorenzo Insigne. Che il rapporto tra il gioiello di Frattamaggiore e la piazza partenopea si sia incrinato non è un mistero. La sottolineatura, sonora, della frattura, i fischi, destinati all'attaccante nel momento della sostituzione, decisa da Ancelotti, in occasione della gara di ritorno dei quarti di finale di Europa League, al “San Paolo”, contro l'Arsenal.

Capitano solo per pochi mesi dopo la partenza di Hamsik alla volta della Cina: più di un'eventualità per Insigne, che avrebbe preso la sua decisione di lasciare la maglia azzurra di cui era innamorato sin da bambino, ma che ora sembra stargli più stretta che mai. A facilitare l'addio può essere, ovviamente, la regia dell'agente “re” delle cessioni eccellenti: Mino Raiola, che, con Insigne al suo fianco, è pronto a incontrare De Laurentiis per fissare il prezzo del cartellino. Il presidente sarebbe determinato a non scendere sotto i 100 milioni di euro per quanto riguarda la richiesta ai club che sono intenzionati a provare a portarsi a casa “Lorenzinho”, una cifra ritenuta, però, eccessivamente elevata; ai limiti di scoraggiare gli acquirenti, dal navigato procuratore. Verosimile, allora, che si tratti per limare al ribasso le pretese del numero uno del Napoli. Non è da escludere che si vada al muro contro muro, ma tutto potrebbe rientrare in una condivisa strategia di mercato mentr,e dall'Inghilterra, il Liverpool, da tempo sulle sue tracce, per bocca del suo manager, Jürgen Klopp, si è tirato fuori da una possibile asta: "Insigne è senza dubbio un ottimo giocatore, ma ha un contratto lungo con il Napoli. Non proveremo ad acquistarlo. Non firmerà con noi.” ha dichiarato, in maniera perentoria, l'allenatore tedesco. Decisione o depistaggio mediatico? Lo dirà solo il tempo.