Rieccole: sirene inglesi per Lorenzo Insigne. Affascinanti. Color rosso, o sarebbe meglio dire Reds; incontrate due volte nel navigare stagionale degli azzurri e, nell'ultima occasione in ordine cronologico, non più tardi dello scorso 11 dicembre. Yes, of course: il Liverpool vuole portarsi a casa, sotto la Kop, il talento di Frattamaggiore dopo averlo visto all'opera dal vivo come diretto avversario. A far suonare il campanello d'allarme da Oltremanica ci ha pensato, in giornata, il “Mirror”: per lo “specchio” britannico si tratta di molto più di un semplice pensiero. Jürgen Klopp, risoluto manager amante del calcio offensivo, non ha mai lesinato parole d'elogio per Insigne e potrebbe sferrare un primo assalto già gennaio, ma è ben consapevole che per liberarlo servirà un'offerta irrinunciabile, anche in virtù del ricco rinnovo di contratto siglato dal 24 partneopeo non più tardi della primavera del 2017: il vincolo con il club del presidente De Laurentiis scade nel lontano 2022. La chiave per l'affare? Mino Raiola, ormai prossimo diventare procuratore del gioiello ora alla corte di Carlo Ancelotti.
Si vedrà. Intanto, a proposito di ADL, non smette di risuonare l'eco delle parole pronunciate ieri sera dal patron in occasione della consueta cena natalizia dedicata ai tesserati e alle loro famiglie. Bordate alla giunta comunale del capoluogo campano, con De Magistris come sempre nel mirino, e guanto di sfida lanciato a Maurizio Sarri: «Incontrare il Chelsea in finale di Europa League? E perché non in semifinale?» - ha commentato, alla sua maniera, sorniona e un po' spavalda, strizzando l'occhio al trofeo che fa decisamente più gola che, in termini economici, fa più gola che in passato - «Non mi è mai piaciuta questa coppa, ma vincerla ora non vuol dire più accontentarsi delle briciole.». E non è finita qui. Nel bel mezzo della festa partenopea è ritornato a parlare, ironia della sorte, proprio dell'eliminazione maturata ad Anfield: «Non ci sono rimasto male per l’uscita dalla Champions, avevo previsto sette, otto sconfitte in questi primi mesi con Ancelotti. Ne sono arrivate persino di meno.» Il regalo più bello sotto l'albero? Il riscatto di Milik: «Senza i due infortuni, tutti si sarebbero accorti prima della sua forza.» ha concluso De Laurentiis. "Cin cin". Da oggi si torna a pensare al campo: sotto con la Spal e testa già allo Zurigo augurandosi di non dover rinunciare a “Lorenzo il Magnifico”.
