Bimbo trapiantato, condizioni gravi ma stazionarie

Domani torna a riunirsi l'équipe multidisciplinare del Monaldi

bimbo trapiantato condizioni gravi ma stazionarie
Napoli.  

Restano gravi, ma stazionarie le condizioni del bimbo ricoverato nell'ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato.

Una nuova giornata di attesa e speranza di una buona notizia dalla rete nazionale trapianti, impegnata nella ricerca di un cuore compatibile con l'età e con gli altri requisiti necessari per tentare di salvare la vita del bimbo.

"E' un guerriero, e come lui io non mollo", ha ripetuto ieri sera la madre.

Intanto nella giornata di domani tornerà a riunirsi l'équipe multidisciplinare del Monaldi per una nuova valutazione delle condizioni del paziente. Un appuntamento dirimente per capire se l'ospedale partenopeo consideri ancora trapiantabile il bimbo, come ribadito fino a ieri, o se dovesse convergere sul parere negativo espresso da specialisti del Bambin Gesù di Roma circa la possibilità di effettuare il nuovo intervento su un fisico estremamente debilitato.

Il piccolo, dopo l'operazione del 23 dicembre, è in coma farmacologico grazie a un macchinario Ecmo per la funzione cardiaca e polmonare extracorporea.

Aggiornamento ore 12.30

Trapelano le prime indescrezioni sulle possibili cause che hanno portato al danneggiamento dell'organo. Secondo primissime informazioni sulle indagini in corso sarebbe stato un 'comune' contenitore di plastica rigida a contenere il cuore trapiantato il 23 dicembre e non un box 'tecnologico' in grado di mantenere costanti e monitorate le temperature. Sarebbe questo uno dei profili che emergono dopo il sequestro del contenitore, eseguito nei giorni scorsi dal Nas di Napoli. Il nodo cruciale però - come già emerso nei giorni scorsi - non risiederebbe tanto nella tipologia del box usato, quanto nell'uso, invece del ghiaccio tradizionale, di quello secco, che arriva fino a -80 gradi e che avrebbe 'bruciato' l'organo.