In campo stringendo i denti, nonostante una tacchettata all'interno della coscia sinistra, rimediata nella semifinale con la Pergolettese, che ne ha messo a serio rischio la presenza nella finale al "Curi" contro il Lecco. In campo e in gol, Morero, per riprendere, con un colpo di testa, dopo soli quattro minuti, i lombardi, passati in vantaggio al 10' della ripresa con Capogna, e spianare la strada verso i calci di rigore e la vittoria del titolo di campioni d'Italia di Serie D. Così l'argentino nella conferenza stampa post-partita: “Rischiavo di non esserci. Devo ringraziare il dottor Esposito che si è preso cura di me nel giorno che ha preceduto la partita. Stamattina stavo bene e ho dato la disponibilità al mister. Sono felice di questo traguardo, ce lo meritiamo. Io goleador? Quello di oggi è stato il gol più bello perché in finale. Quando c’erano i rigori il mister mi ha chiesto come stavo, se me la sentivo. Gli ho detto che avrei calciato il primo perché me la sentivo e volevo dare un segnale. I rigori dipendono dalla sorte, ma come dico sempre la fortuna va aiutata."
Dalle lacrime per l'esclusione dal campionato di Serie B alla gioia del tricolore di Serie D con il ritorno nel professionismo, in Serie C, festeggiato non più tardi dello scorso 12 maggio a Rieti: “Era una sfida personale tornare ad Avellino. Ho sentito la responsabilità di fare qualcosa in più. Sono contento per i tifosi: dopo la delusione di agosto lo meritavano, ora possiamo sorridere. La nostra piazza è esigente, vorrà che faremo un gran campionato di Serie C. Credo che la cosa più importante sia costruire una squadra di uomini, che sia un gruppo forte. Poi i risultati possono arrivare o meno, ma lavorando in un certo modo alla fine ce la fai. Se dovessi rimanere so già che sarà un campionato insidioso, quindi si deve formare un gruppo solido. Cosa consiglio ai giovani che hanno offerte? Di restare ad Avellino perché una piazza che ti dà tanto."