Ischia

Erano 20.57 del 21 agosto 2017 quando un terremoto di magnitudo 4.0 colpì l’isola d’Ischia in particolare le comunità di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, provocando la morte di Lina Balestrieri e Marilena Romanini, 43 feriti, e il crollo di tantissime abitazioni, scuole, chiese e alberghi. 

In questi luoghi tutto sembra essere rimasto come due anni fa. La zona rossa, dopo la messa in sicurezza, è rimasta deserta e presidiata soltanto dall'esercito. Cristallizzata in quell'attimo terribile. C'è un versante dell'isola che è come se non si fosse mai accorto di nulla, nel turbine mondano del tursimo internazionale, mentre a monte su al Fango e al Maio, c'è ancora chi piange.

Il terremoto quel giorno comportò la fuga di migliaia di turisti ed il crollo delle prenotazioni per i mesi successivi ma l'Isola Verde è forte, ha saputo rialzarsi, almeno dal punto di vista turistico, e ha ripreso quota in breve tempo, nonostante la cattivissima pubblicità che seguì al terremoto, legata alle polemiche roventi sul diffuso abusivismo edilizio e sui diversi condoni succedutisi negli anni. Condoni che hanno sanato parte degli abusi e costituiranno uno dei criteri che disciplineranno la ricostruzione, per la quale sono stati stanziati i 37 milioni del fondo di emergenza.

200 persone vivono ancora in albergo, 800 gli sfollati che ricevono il contributo di autonoma sistemazione. Ma per la ricostruzione i tempi sono ancora lunghi. La mappa del rischio è stata presentata solo pochi giorni fa. Ora almeno si sa dove e come ricostruire. Ma non tutto è ricostruibile. Soltanto due abitazioni su tre potranno ricevere il finanziamento. Fondi che il governo, quello che si è appena dimesso, aveva assicurato in breve tempo, ma adesso si teme un nuovo stop delle procedure.

Il commissario Carlo Schilardi, nominato da Giuseppe Conte nel novembre dell’anno scorso finirà il suo mandato fra quattro mesi, a meno che da Roma non arrivi una proroga nell’incarico.

“E' chiaro che quello che sta accadendo non ci lascia del tutto tranquilli – ammette il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale - quando cambiano gli assetti di governo potrebbero cambiare anche certi obiettivi e certe posizioni. Ma noi abbiamo un ottimo commissario, Schilardi, che continua a lavorare senza sosta in maniera concreta ed efficace. Le risorse per partire già ci sono, le norme le abbiamo avute: certo non è il massimo che ci aspettavamo dal Governo, probabilmente ci toccherà tornare a Roma per avere altri provvedimenti legislativi, ma mi piace pensare che non saremo abbandonati. Non è sempre un problema di uomini ma di burocrazia e procedure. Intanto ieri abbiamo ricevuto l'ultima ordinanza per i “danni pesanti” l'ultimo atto per procedere alla concreta ricostruzione” dichiara il primo cittadino.

Ma oggi è il giorno della commemorazione con una messa e una fiaccolata che questa sera percorrerà la via Borbonica fino a Casamicciola terme, nella zona rossa dove una tromba alle 20,57 intonerà il Silenzio. Il Vescovo Lagnese nel ricordare le vittime lancia un appello a tutte le Istituzioni a cui è affidato il post sisma “perché mettano mano repentinamente all’opera di riedificazione dando la priorità a chi vive in situazioni di disagio – ricorda il vescovo che aggiunge - Una ricostruzione realizzata in tempi lunghi è sempre una cattiva ricostruzione”.