Avellino

Il 2 settembre è ormai dietro l'angolo e il destino della Scandone, iscritta in extremis al campionato di Serie B dal sindaco di Avellino, Gianluca Festa, dopo il doppio declassamento di categoria determinato dalla vicissitudini economiche e giudiziarie della Sidigas, continua a restare appeso a un filo. Per perfezionare la partecipazione al terzo campionato nazionale, c'è da produrre, come noto, una fideiussione da 40mila euro. Ieri, in occasione dell'inaugurazione del memorial “Dino Gasparro”, proprio il primo cittadino, che ha da tempo passato la palla alla proprietà dopo che la stessa non si è disimpegnata, come pubblicamente aveva promesso di fare per quanto riguarda la società di calcio, è tornato a sollecitare la dirigenza a portare avanti, per un discorso di coerenza, oltre ogni difficoltà, anche la pallacanestro: “C'è bisogno di cominciare a dare un segnale concreto, magari con l'ingaggio del coach. Un segnale che possa servire alla tifoseria biancoverde più di fede cestistica, alle istituzione, ai tifosi. C'è bisogno di avviare una campagna abbonamenti, una raccolta fondi attraverso la sollecitazione di sponsor, piccoli o grandi. C'è bisogno di accendere la miccia della passione.” Intanto, la LNP continua a monitorare, con particolare attenzione e legittima preoccupazione, la situazione della Scandone, con i vertici della Sidigas che starebbero pensando alla ristrutturazione del debito sportivo mediante accordi individuali con i vari creditori. Tra il dire e il fare ci sono, però, di mezzo anche i lodi degli ex cestisti: un macigno di non poco conto sulle speranze di “resurrezione” di un lupo ferito e bistrattato.