“Nel codice originario la centralità del processo era tutta nel dibattimento, sull'oralità davanti al giudice. Con le riforme invece il processo si è spostato al contraddittorio. Questo è conseguenza della trasformazione del modello processuale che ha spostato il baricentro dal dibattimento alle fase precedente delle indagini”.
Così il professore e giurista di fama nazionale Giorgio Spangher oggi a Benevento per partecipare al convegno organizzato dalla professoressa Antonella Marandola, ordinario di diritto processuale penale dell'Università degli studi del Sannio su "I nuovi orizzonti del dibattimento rinnovato davanti al giudice diversamente composto" per discutere la sentenza Bajrami che ha creato dubbi interpretativi e posizioni contrastanti tra gli operatori del settore.
Il professore Spangher ha quindi rimarcato le difficoltà che ha creato la modifica del processo penale: “Il giudice per decidere meglio dovrebbe sentire il testimone non leggere i verbali. La sentenza cerca di trovare un punto di equilibrio tra le varie esigenze ma lascia anche dei punti aperti che dovranno essere discussi”.
Proprio durante il convegno di oggi pomeriggio presso la Sala Vergineo del Museo del Sannio, l'Unione Camere penali ha stabilito altri cinque giorni di astensione dalle udienze per attirare l'attenzione del Governo e forze politiche per avviare “iniziative legislative volte alla cancellazione della legge che abolisce la prescrizione in appello".
In merito il professore Spangher non ha dubbi: “La prescrizione come disciplinata dalla riforma Bonafede non viene incontro alle esigenze delle giustizia soprattuto perchè non fissa i tempi dei successivi gradi di giudizio. Non si capisce – rimarca poi il giurista - perchè la prescrizione sospesa valga anche per l'imputato prosciolto. In realtà la prescrizione è una conseguenza delle disfunzioni del nostro sistema processuale. In Italia abbiamo tante fattispecie criminali, poi abbiamo l'obbligatorietà dell'azione penale e il processo non riesce a smaltire tutto e si cerca di tenere a galla un sistema appesantito ma non è questo il modo di risolvere i problemi della giustizia”.
All'avvio del convegno i saluti del rettore dell'Università del Sannio, Gerardo Canfora e del professore Massimo Squillante, direttore del Dipartimento Demm dell'Unisannio, del presidente del Tribunale, Marilisa Rinaldi e del Procuratore Capo Aldo Policastro, e del presidente dell'Ordine forense sannita, Alberto Mazzeo.
A seguire gli interventi della professoressa Marandola, dell'avvocato Domenico Russo, presidente della Camera Penale di Benevento, del giudice Simonetta Rotili, del sostituto procuratore Assunta Tillo e del professore Spangher.