Avellino

Trapelano nuove indiscrezioni realative al CdA della Sidigas, tenutosi in giornata a Napoli. Oltre al “no” del patron De Cesare alla vendita dell'U.S. Avellino ed al “sì”, già da tempo palesato, dall'amministratore delegato della Società Irpina distribuzione gas, Dario Scalella, sarebbe, infatti, arrivata l'astensione dell'amministratore delegato del club biancoverde, Alessandro Iuppa, che lo scorso 11 novembre ha visto respingersi dallo stesso CdA della società di calcio, le dimissioni dall'incarico, ereditato il 25 luglio 2019 proprio da De Cesare. Insomma, una situazione di equilibrio e stallo totale, nonostante il Tribunale di Avellino abbia dato il via libera al dissequestro dell'asset e l'ok alla vendita per 1,3 milioni di euro alla cordata casertana, che ha, nel contempo, comunicato le proprie deadline alla dirigenza irpina.

La cessione dell'Avellino dovrà ora, salvo colpi di scena, essere approvata o respinta in sede di assemblea straordinaria dai soci della Sidigas, ma non ci sono notizie ufficiali, e nemmeno ufficiose, relative all'eventuale convocazione della stessa. L'assemblea recepirebbe l’indicazione del CdA della Sidigas, che è proprietaria del 95 per cento delle quote della società di calcio. Il restante 5 per cento è di proprietà di De Cesare, che, come detto, non sembra, però, disposto a privarsene essendo in attesa, con fiducia, dell'udienza del prossimo 3 dicembre. Come noto, in quella sede e in quella data si discuterà della ristrutturazione del debito della Sidigas e dovrebbe sapersi se il Procuratore aggiunto Vincenzo D'Onofrio opterà per la conferma o il ritiro dell'istanza di fallimento. In quest'ultimo caso, come raccontato oggi su Ottopagine.it, De Cesare punterebbe a rilanciare il calcio dopo aver monetizzato attraverso la vendita delle reti o di una parte delle stesse. La matassa, che sembrava ormai pronta a essere sbrogliata, si è intrecciata nuovamente e in maniera significativa.