Avellino

Se per l'Unione Sportiva Avellino si è riaperta la via della cessione dopo l'azzeramento del consiglio di amministrazione del club, nel giorno del ritiro dell'istanza di fallimento del gruppo Sidigas, formulato dal procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Avellino, Vincenzo D'Onofrio, il futuro della Scandone, che resta legato all'azienda partenopea, è tutto da decifrare. Sono diversi i passaggi da definire per il club cestistico biancoverde, caduto dalla Serie A alla Serie B in estate e che ha iniziato il torneo di terza serie nazionale tra mille difficoltà, affrontate dalla nuova gestione, guidata dal sindaco Gianluca Festa e dall'imprenditore Gerardo Santoli.

La revoca dell'istanza è un dettaglio cruciale nella vicenda. Di fatto, apre alla ristrutturazione del debito e, quindi, anche delle passività relativa alla Scandone che, seppur governata nella tempesta dal primo cittadino e da un nuovo amministratore unico, è rimasta nell'orbita della Sidigas. Si attende, da settimane, la trasformazione della società sportiva nel mondo dillettantistico. La Scandone dovrà essere inquadrata nel contesto di pallacanestro a cui ora appartiene. Da lì, sarà avviato un nuovo ciclo che andrà in parallelo con i risultati sportivi. La squadra di coach Gianluca De Gennaro è in piena corsa salvezza dopo due vittorie consecuive e uno stop, rimediato solo all'overtime, domenica scorsa.

Il passaggio del 3 dicembre in tribunale può offrire il margine di svolta nell'impasse biancoverde, per determinare una stabilità che Avellino cerca da luglio, da quando si è ritrovata fuori dalla massima serie di pallacanestro all'improvviso, quasi senza paracadute. Un paracadute garantito solo dall'amministrazione comunale e che dovrà comunque essere accompagnato nel prossimo futuro da ulteriori fasi di sviluppo per confermare la storia del sodalizio.