Dal ritiro della discordia, al ritiro a ritmi serrati sotto gli ordini del “sergente di ferro” Gattuso per conoscersi, ritrovarsi, ricompattarsi, risollevarsi. Ironia della sorte, riecco il Napoli dove tutto era iniziato: a Castel Volturno, isolato dall'esterno, perché dopo tante parole è il momento di rispondere sul campo. Il motivo è semplice. Per tornare a fare risultato, conta l'aspetto psicologico, quello mentale, ma, in primis, lavorare sodo, raddoppiando gli sforzi per invertire il recente trend: 5 punti nelle ultime 7 giornate di campionato. Un rendimento che è costato la panchina ad Ancelotti. L'allenatore, oltre le sue responsabilità, ha, però, ormai funto da capro espiatorio. La pressione è ora tutta sulle spalle dei calciatori, chiamati ad assimilare i dettami della nuova guida tecnica e a provare a esprimersi al massimo, indossando un altro abito tattico. Difesa a tenuta stagna, sempre con la linea a quattro; centrocampo in grado di dare man forte al pacchetto arretrato, con Allan ad agire da vertice basso, a meno che non si opti per una soluzione improntata più alla qualità che all'interdizione, utilizzando Zielinski; manovra più fluida, ritrovando proprietà e convinzione nel possesso palla e nel fraseggio; Mertens o Insigne esterni d'attacco a sinistra; Llorente o Milik riferimenti centrali. Tradotto in modulo: 4-3-3. Sta nascendo così il Napoli targato “Ringhio Star” volendo citare il presidente De Laurentiis nel giorno della presentazione. Sabato, alle 18, al "San Paolo", contro il Parma, il primo banco di prova. Un esame in cui sarà vietato essere ancora rimandati.
Allan e Zielinski chiavi tattiche della mediana di Gattuso
Napoli al lavoro nel ritiro di Castel Volturno in vista del match di sabato contro il Parma
Marco Festa