Avellino

L'anno dell'autoretrocessione, dello smacco con l'addio alla Serie A, custodita per 19 stagioni: all'alba del nuovo decennio, la Scandone Avellino si ritrova a lottare per la salvezza in Serie B, nella terza serie della pallacanestro, dopo aver sognato lo Scudetto in più riprese e appena pochi mesi fa con la serie dei quarti di finale contro l'A|X Armani Exchange Milano.

Il 2018 della società irpina si chiuse con la vittoria sulla corazzata Olimpia al termine di un mese di dicembre che già offriva criticità nel mondo Sidigas (mancati pagamenti e passaggi Comtec superati solo in extremis). Il 2019 si era poi aperto con il successo al PalaPentassuglia di Brindisi, con un roster capace di andare le difficoltà fisiche e la sofferenza del club. Due atti che mettono ben in risalto le differenze di inizio e fine anno. Oggi, la Scandone vive il day after di un derby perso in B. L'anno solare vola via con il ko rimediato al PalaErrico di Pozzuoli.

Il sogno tricolore si è trasformato in un incubo. Non è certamente colpa di chi - sul parquet - prova a dare il massimo. Non è colpa dei ragazzi che indossano da fine settembre la canotta biancoverde e del coach, Gianluca De Gennaro, al lavoro con il suo staff e che, per il 2020, ha chiesto semplicemente il ritorno sul mercato (l'obbligo di inserire alcuni senior per centrare la conferma in categoria ed evitare i rischi di un ulteriore declassamento). 

Anche gli aspetti di mercato rimarcano le distanze tra la Scandone di inizio e quella di fine 2019 con due profili simbolo: Ike Udanoh nella prima parte dell'anno, con il giocatore strappato alla Pallacanestro Cantù, e Hugo Erkmaa nella seconda. L'italo-estone è stato inserito in corsa dopo settimane di tira e molla ed ora è al passo d'addio. La prospettiva è completamente ribaltata: ad oggi, la Scandone è una società in liquidazione. Il commissario liquidatore, Luciano Basile, definirà i prossimi passi del club.

Nell'obiettivo posto lo scorso 18 dicembre, in conferenza stampa, la liquidazione garantirà il passaggio a società dilettantistica e la successiva ricapitalizzazione. L'obiettivo è la riorganizzazione del sodalizio entro la primavera: l'ambizione e la speranza di un futuro e di un rilancio immediato. All'ambiente non resta che attendere, anche se i numeri offerti dal PalaDelMauro - da bacinelle in più punti, anche nell'ultima gara casalinga, per coprire le infiltrazioni del tetto - nelle ultime settimane offrono già una parziale risposta.