Fisciano

"Succede una roba strana. Succede che un giorno un gruppo di lavoratori, si sveglia improvvisamente da un torpore che li ha completamente bloccati per anni. Succede che iniziano a rivedere le proprie condizioni e ribellarsi. Partendo dal presupposto che il torpore è una condizione fisiologica che permette agli animali di sopravvivere in condizioni avverse a questo gruppo di lavoratori viene da pensare che anche loro sono stati quegli animali che per anni hanno accettato, permesso e favorito lo sviluppo di condizioni avverse per loro stessi (pensa un po’ la stranezza). Succede poi un'altra cosa strana. Questo gruppo si sveglia e comincia a lottare per fare in modo che le cose vadano bene, non solo per loro, ma anche per gli altri, ma chi dovrebbe dare loro una mano (colleghi e organi competenti) restano nel torpore".

Comincia così la nota con la quale Carmine De Maio, segretario generale della Filctem Cgil di Avellino, interviene sulla vertenza che riguarda la Genetic Spa di Fisciano. "Sia ben chiaro che la storia di questo gruppo di lavoratrici e lavoratori (esseri umani) non è una storia di vendetta né di rivincita. Questa storia, la nostra, è semplicemente una storia di dignità. Una storia di donne e uomini, di padri e di madri ma anche di figli, di lavoratori con anni di esperienza costantemente umiliati e ricattati che hanno visto nell’iscrizione ad una sigla sindacale, l'unica strada perseguibile per vedere rispettate le clausole contrattuali ma prima di tutto il rispetto delle persone, ottenendo come risultato la retrocessione nelle mansioni e nei diritti", sottolinea il segretario.

"Ci rifiutiamo di accettare che, nel 2020, il diritto di stare con la propria famiglia, il diritto alle ferie e alle ore di riposo siano pretese assurde di lavoratori scansafatiche o, ancor più, favori concessi da un datore di lavoro che presume di avere diritto di interferire anche nella vita privata di ognuno. Ci rifiutiamo di accettare che un datore di lavoro sia un'entità suprema da adorare e assecondare, per il semplice fatto di essere a capo di un’azienda (la nostra azienda)! Ci rifiutiamo di accettare che passi il messaggio che a causa delle “fame” bisogna accettare ogni tipo di condizione lavorativa. Ci rifiutiamo di fare un passo indietro di 60 anni. Ci chiediamo a cosa sono serviti anni di lotte per ottenere dei diritti, se ancora oggi siamo costretti ad accettare pensieri e modi che sembrano più che altro un “inno alla schiavitù”. Questa è, ancora una volta, una storia di giovani lavoratori del sud! Quel sud aspro, frammentato, disilluso e arreso! Quel sud che non funziona perché sono gli stessi meridionali a calpestare con prepotenza e soprusi i propri fratelli. Quel sud che sceglie di andare avanti puntando tutto sulla politica clientelare, piuttosto che sulla competenza e sullo spirito di gruppo".

Da questo principio non si torna indietro. "Andremo avanti per la nostra strada utilizzando ogni mezzo possibile. Dimostreremo con i fatti ciò che accade da anni, e chi ci ha accusato (mentendo spudoratamente) di dichiarare il falso diciamo che è arrivato il momento destarsi dal torpore che li blocca. Dimostreremo che c'è un Sud onesto e competente, che può competere con chiunque, senza scorciatoie e sotterfugi, forte della sua sapienza frutto di secoli di storia", le parole del rappresentante degli iscritti Cgil alla Genetic Spa di Fisciano.