Avellino

Proseguono le conferenze stampa in casa Avellino. A Sturno, dopo Francesco Forte, Gabriele Rocchi, Mirko Miceli e Michele Bruzzo, parola a Simone Ciancio e Gabriele Bernardotto.

Così il ventitreenne attaccante: “Sono due anni che l’Avellino mi segue, è un onore essere finalmente qui. Sono venuto proprio perché società e mister mi hanno mostrato fiducia, cercherò di segnare tanto e di ripagare l’affetto dei tifosi. Preferisco aprire lo spazio per il compagno oltre che pensare ai gol. Ovviamente devo migliorare nello score perché l'attaccante deve segnare. Due anni fa ero molto vicino, poi non se ne fece più nulla. Ho parenti irpini, di Roccabascerana, mi hanno detto di dare tutto per questa maglia. A chi mi ispiro? A Lukaku. Detto ciò, è chiaro che c'è un po’ di differenza tra di noi (ride, ndr). Quando ci fu quel testa a testa tra l’Avellino e il mio Lanusei? Non lo dimenticherò mai, giocarci un campionato contro una squadra così blasonata fu una grande esperienza. Eravamo 10 punti sopra, però, l’Avellino iniziò a vincere sempre e un po’ di timore ci venne. Poi, in finale si vide la loro superiorità. In quell’occasione i tifosi biancoverdi furono fantastici. Ho sempre giocato a 3 in avanti, ma so che il mister gioca a 2 e mi adatterò. Spero che questo per me sia l’anno della consacrazione. Un aneddoto su mister Braglia? Mi sono presentato con un'utilitaria e mi ha detto: “Ma dove vai con questa macchina?”. A parte gli scherzi, è un bravissimo allenatore.”