Un bomber di razza non ha nemmeno il tempo di godersi la soddisfazione per essere arrivato puntuale all'appuntamento con il gol che, un istante dopo aver gonfiato la rete, le lancette dell'orologio iniziano a segnare i minuti senza aver timbrato il cartellino. E così, per Giuseppe Fella, le quattro giornate senza essere andato a bersaglio devono essere sembrate un'eternità. Alla fine, però, è solo questione di pazienza e fiducia. Perché quando un talento è innato, è solo questione di tempo affinché si trovi la strada per tornare a esprimerlo. Magari con un piccolo aiuto. Il 4-4-2 ha permesso a Fella di tornare ad avvicinarsi all'area di rigore avversaria. Se è pur vero che i limiti della difesa del Bisceglie, bucata due volte (tre se non fosse stato per un palo) e frustrata con un assist per Santaniello, sono stati il classico tavolo apparecchiato su cui tornare a banchettare attingendo a piene mani, è altrettanto evidente che, nei panni della seconda punta, Fella è decisamente più a suo agio. In quelli del trequartista, invece, si è sacrificato con generosità fino a snaturarsi, a tratti; si è messo a disposizione per aiutare a trovare la quadratura tecnico-tattica, complice l'assenza prolungata e forzata dell'unico vero trequartista in organico, Errico. Questione di equilibri. L'indisponibilità del gioiellino del Frosinone si è provata a fronteggiarla. Sarebbe potuta essere tamponata da De Francesco, che, però, si sta già sacrificando in cabina di regia. Un ruolo in cui si sta rivelando imprescindibile, pur non essendo un metronomo propriamente irresistibile per ritmi e capacità di dettare i tempi della manovra. E, così, Fella non ha potuto fare il Fella, ma senza battere ciglio. Non gli è bastato per non finire nel calderone dei giudizi e dei primi musi storti, frettolosamente manifestatesi, per qualche giornata senza gol. Col senno del poi, non si poteva non tenere conto del suo spirito di sacrificio per la squadra. Fatto sta che i gol, Fella, vice capocannoniere dalla Lega Pro 2019/2020, non per caso, non aveva certo dimenticato come si fanno. Lo ha ricordato, più che ricordarlo. Ora Braglia e i tifosi dell'Avellino si augurano che contro la capolista Ternana, contro la difesa meno battuta del girone C di Serie C, faccia semplicemente ripartire quelle lancette che scandiscono la perenne rincorsa al prossimo incontro con la gioia personale, che alimenta i sogni collettivi.
Fella, quell'orologio che è gioia e tormento dei veri bomber
Le lancette, per l'uomo copertina dei lupi, corrono verso l'appuntamento con Avellino - Ternana
Marco Festa