“Sollevare un polverone per ammaliare i disinformati: è questa la strategia di chi è spaventato dal progresso, dal cambiamento, dalla civiltà che bussa alle porte di casa propria. Date le affermazioni degli ultimi giorni, è il momento di fare chiarezza: cosa introduce davvero il ddl Cirinnà, oltre alle unioni civili tra persone dello stesso sesso? Non di certo la maternità surrogata o, come definita da alcune realtà, “utero in affitto”. Lo stesso vale per l’adozione per i singoli. È introdotta unicamente la “stepchild adoption”, letteralmente adozione del figliastro, che va finalmente a riconoscere i diritti di quei bambini che hanno due genitori dello stesso sesso”.
Parte da qui la risposta del Collettivo Wand alla nota de "Il cammino dei tre sentieri".
E prosegue: “In Italia sono circa 300 i nuclei familiari con genitori gay, lesbiche o bisessuali; ma ad oggi al genitore che non ha legami biologici col bambino è negato prelevarlo da scuola o accompagnarlo al pronto soccorso nonostante si occupi quotidianamente di crescerlo, educarlo e sostenerlo. In caso di morte del genitore biologico, il bambino è ritenuto orfano dalla legge e strappato all’altro genitore: ma l’interruzione della continuità affettiva, com’è noto, genera profondi traumi in un minore. Situazione che può aggravarsi se il bambino è affidato a parenti omofobi che gli negano di vedere la persona che lo ha cresciuto, amato, che ha chiamato “mamma” o “papà” per tanti anni. I figli delle coppie omosessuali non sono bambini di serie B: essi hanno bisogno di poter essere accuditi da entrambi i genitori. Non hanno forse anche loro diritto a pari dignità sociale, a una genitorialità che incontri pienamente le loro esigenze, alle tutele che ogni stato che si dica laico dovrebbe garantire?
A chi etichetta questi bimbi come “finti”, “sintetici”, “OGM” diciamo di non nascondersi dietro un comunicato stampa con informazioni farlocche, ma di aprirsi a un confronto vero: l’incontro di domani (sabato 4 luglio alle ore 11) presso Palazzo Mosti, con la senatrice Cirinnà offre l’occasione per un dibattito diretto con le istituzioni nazionali e locali su un tema attuale di grande importanza. Partecipare, incontrare quei bambini, parlare con loro e coi loro genitori è un’opportunità di crescita e confronto da non lasciarsi sfuggire.
Per questo motivo rinnoviamo l'invito alla cittadinanza beneventana e non solo a partecipare per confrontarsi sul tema dei diritti civili. Inoltre invitiamo il prof. Corrado Gnerre, e tutti coloro che la pensano diversamente, a non limitarsi ai soli comunicati stampa ma a confrontarsi realmente durante questo dibattito organizzato anche per dar voce a coloro che hanno idee diverse dalle nostre”.
Redazione