A scatenare il “terremoto” - lo ha definito così questa mattina con colleghi ed operatori che in via Minghetti stavano procedendo alle vaccinazioni – è stato lui con la sua denuncia. Un medico non più in servizio all'Asl che con le sue dichiarazioni ha innescato l'inchiesta che ieri mattina è stata costellata da perquisizioni e sequestri disposti dai sostituti procuratori Assunta Tillo e Maria Colucci, ed eseguiti dalla guardia di finanza, a carico di otto persone.
Come anticipato ieri, nell'elenco figurano tre dipendenti Asl – un impiegato e due medici prescrittori – tre titolari ed un socio, anch'egli medico, di due sanitarie a Benevento e Colle Sannita, ed una procacciatrice. Truffa ai danni dello Stato, corruzione e falso le ipotesi di reato prospettate in un'attività investigativa, corroborata dalle intercettazioni, che ha preso il via dalle dichiarazioni di un dirigente medico dell'Asl, la cui attenzione era stata richiamata da un numero, ritenuto anomalo, di carrozzine elettriche, protesi e presìdi ortopedici prescritti per pazienti a suo dire portatori di patologie non appropriate, di costo elevato.
Da qui si è srotolato un lavoro che ha messo nel mirino l'iter da seguire per l'erogazione delle apparecchiature, che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato aggirato per consentire l'assegnazione delle forniture alle due ditte. In che modo? Omettendo, a detta dei Pm, al momento delle prescrizione, l'inserimento dei codici previsti dal tariffario, per non rientrare negli elenchi relativi al bando di gara aggiudicato dall'Asl ad un imprenditore napoletano, che sta operando in regime di proroga.
La fase successiva è la scelta della sanitaria, infine, il personale amministrativo Asl avrebbe inseritoi codici di presìdi corrispondenti in realtà a beni diversi, con costi nettamente superiori rispetto a quelli a cui i pazienti avrebbero diritto e a quelli effettivamente forniti. Un meccanismo sotteso da un presunto giro di soldi, che avrebbe causato danni – spiega l'accusa- all'erario e agli stessi beneficiati, destinatari di presìdi diversi e/o di minor valore rispetto a quelli di cui avrebbero bisogno-, favorendo le imprese locali.