Dal 4 giugno (giorno della retrocessione in Serie C Gold) al 26 luglio (termine delle iscrizioni ai campionati regionali): ecco il periodo che risulterà nuovamente decisivo per la Scandone Avellino. Si replica il rebus futuro per il club cestistico, che paga anche il macigno del declassamento nella quarta serie, il primo livello regionale, e che vive l'attesa degli sviluppi per il concordato in bianco. Sono trascorsi dodici giorni dalla retrocessione e non si registrano novità sostanziali nell'ambiente irpino.
Nella scorsa settimana, si è aperto nuovamente lo spiraglio dell'iter in tribunale con l'apporto di finanza terza, ma i tempi tecnici dovranno legarsi a quelli sportivi. Ovvero, quanto accadrà fuori dal parquet non dovrà limitare l'azione in ambito cestistico e federale nel rispetto delle indicazioni della FIP con le varie scadenze. I nuovi lodi (c'è, ad esempio, quello dell'ex direttore sportivo, Nicola Alberani) e il rischio di un concordato da finalizzare solo entro settembre (appare dietro l'angolo uno slittamento da 60 a 120 giorni), con la figura del liquidatore del club in discussione, rendono ancora più complicati i passi da compiere dalla Società Sportiva Felice Scandone Avellino 1948, nella ricerca della stabilità e di una eventuale ripartenza.