Avellino – Virtus Francavilla 1-0, il commento del tecnico dei biancoverdi, Piero Braglia: “Di quello che è accaduto in settimana non voglio parlare, faccio questo mestiere da una vita. Se si ritiene che l'allenatore non va bene si può decidere di cambiarlo come mi è già capitato in carriera. Sono stato in silenzio lavorando e aspettando le decisioni della società, non potevo fare diversamente. Sono ancora qui. Andiamo avanti. A Viterbo non era il vero Avellino, più di chiedere, di nuovo, scusa non possiamo fare. Sono convinto che questa squadra è forte, ha qualità. L'ho detto e lo ripeto perché ne sono sempre più convinto. Dobbiamo migliorare, certo, però si trascura anche che Di Gaudio e Micovschi non sono al massimo, Kanoute è fuori, sono calciatori che sono fondamentali per noi. La partita l'abbiamo preparata bene, come volevamo, non abbiamo rischiato nulla contro una squadra che in classifica è molto più avanti di noi. Non era una partita semplice sapevamo anche della contestazione dei tifosi e giocare in questo clima rende tutto più difficile. Dobbiamo saper accettare le scelte dei tifosi, le loro idee, pagano ed è giusto che dicano quello che vogliono. I ragazzi mi sono piaciuti perché hanno mostrato personalità. Il rigore? Ho stabilito io che in questa gara non lo tirasse D'Angelo. Lo hanno studiato a fondo e dato che non varia molto il suo modo di calciare ora è più prevedibile. La scaletta, in genere, è D'Angelo, Maniero, Tito. Oggi era Gagliano, Tito, D'Angelo. Maniero? Non è stato fuori per scelta tecnica, aveva un problema, lo stesso Plescia non era al massimo, ma era anche giusto dare spazio a Gagliano, che tra gli attaccanti è quello che sta meglio e a Viterbo ha segnato. Di Gaudio? Sarà la fortuna di questa squadra, come Micovschi e Kanoute. Siamo molto legati alla loro condizione dei nostri esterni d'attacco, stiamo lavorando per tenerli tutti al top della forma quando li avremo tutti a disposizione tutti diventeremo più pericolosi e prevedibili. Bisogna abbinare un po' il tutto e continuare a lavorare, per migliorare. I calciatori hanno chiesto di non esonerarmi? Mi hanno chiamato a mezzanotte meno 5, io stavo andando a letto. Mi hanno detto che erano saliti a Montefalcione a parlare con la proprietà, che si era riservata di decidere. La scelta di confermarmi è stata del presidente e dei suoi collaboratori, non dei calciatori. Se mi sarebbe dispiaciuto essere mandato via prima di avere la squadra al completo? Certamente. Io porto rispetto a tutti e credo che lo scorso anno ho fatto un buon lavoro. Quest'anno, però, ho percepito sin dalla prima giornata un clima particolare. Forse non sono molto simpatico. Ci sono rimasto un po' male perché porto rispetto a tutti e non prendo in giro nessuno. A me piace solo lavorare. Le chiacchiere, le cavolate, non fanno parte della mia persona e vengo frainteso venendo, talvolta, bollato come arrogante. Ma io sono una persona molto umile. Almeno io mi ritengo così. Poi ognuno può pensarla come gli pare”.
Braglia: "Tacciato di essere arrogante, ma sono umile e mi piace solo lavorare"
Il tecnico dell'Avellino tra stress ed emozione: "Su di me pregiudizi, ci sono rimasto male"
Marco Festa