Avellino

Tre partite in otto giorni, due trasferte consecutive. Il calendario del girone C di Serie C va avanti a velocità supersonica ed è il momento strappare, accartocciare e gettar via i fogli delle prossime tappe cruciali di un campionato come mai senza sosta e respiro. In arrivo un altro blocco di partite da non fallire in un tour de force in grado di mutare le gerarchie della classifica e gli umori nel giro di una settimana, quella che catapulterà le contendenti dalla nona alla dodicesima giornata senza nemmeno avere il tempo di rendersene conto. In un amen la metà del girone di andata sta per essere già superata e l'Avellino, che ha già speso il bonus dei possibili passi falsi, deve dare continuità al successo casalingo sulla Virtus Francavilla centrando il primo e, anche se è più facile a dirsi che a farsi, pure il secondo lontano dalle mura amiche se vuole riallinearsi all'aspettativa, dichiarata, di lottare per la promozione diretta in Serie B. Uno strappo in avanti a cui si può e si deve ambire grazie alla disponibilità degli interpreti centrali nel tridente pensato e poi disegnato da Braglia: Micovschi e Di Gaudio, che già domenica scorsa hanno fatto capire che, oltre le filosofie e le congetture collettive, sono i calciatori forti a far vincere le partite. In attesa del recupero di Kanoute, che ieri ha sostenuto terapie al pari di Scognamiglio, il salto di qualità in avanti sono chiamati ora a garantirlo Maniero e Plescia. L'attaccante partenopeo non segna su azione dal 17 febbraio scorso (4-0 al Foggia), il collega di reparto palermitano dal 28 febbraio (Vibonese - Catania 1-1). Impensabile ambire a primeggiare senza i gol dei centravanti, che non potranno che beneficiare del pieno recupero degli esterni, da abbinare, però, a una feroce determinazione di andare a bersaglio finora mai dimostrata.