A Palermo per l'Avellino sarà il momento di un vero e proprio esame di maturità, oltre ogni tipo di retorica. I biancoverdi, reduci da due vittorie intervallate da due pareggi, al “Barbera” andranno a caccia della prima vittoria stagionale in trasferta per offrire una prova di forza, potersi considerare definitivamente fuori dalla crisi e recuperare terreno dalle prime posizioni della classifica, dove stazionano proprio i rosanero, terzi in classifica in condominio con il Monopoli, a +3 dagli uomini di Braglia. Operazione aggancio contro una l'undici allenato da Filippi, con cui furono scintille negli scorsi playoff, reduce da successi di fila dopo il 3-0 senza storia subito al “Liguori” contro la Turris. A centrocampo i lupi ritroveranno Carriero, che ieri ha svolto lavoro differenziato ed è ormai prossimo a smaltire la distorsione alla caviglia sinistra rimediata al “Degli Ulivi” contro la Fidelis Andria: potrebbe far rifiatare De Francesco agendo in tandem con Aloi in mezzo al campo. In attacco riecco Maniero, che è guarito dalla contrattura muscolare a un polpaccio ma si accomoderà in panchina dato che Plescia ha approfittato della sua assenza per prendersi la maglia da titolare. Un altro rientro da un turno di squalifica di uno degli ex di turno, Kanoute, potrebbe aprire le porte all'adozione dal 4-2-3-1, ma oltre a Scognamiglio resta in dubbio Ciancio, elemento chiave per l'adozione della difesa a 4. Dunque, salvo sorprese, sarà sfida tra moduli tattici speculari: 3-4-2-1 contro 3-4-2-1. Non sarà certamente della partita D'Angelo, che tornerà a essere abile e arruolabile nel giro di un paio di settimane.
Avellino, 3 recuperati per il Palermo ma solo uno dovrebbe partire dall'inizio
Il rientro di Kanoute sblocca una nuova soluzione tattica per cui occorre il rientro di Ciancio
Marco Festa