“Dall’area ex Manifattura Tabacchi alla rinascita del lavoro manuale, l’associazione propone un polo di formazione e laboratori d’impresa per fermare la scomparsa delle professioni artigiane e dare nuove opportunità ai giovani del Sannio e delle Aree Interne”.
Unimpresa Irpinia Sannio lancia una proposta concreta e di visione per il futuro produttivo e sociale della provincia di Benevento e per le aree interne della regione Campania.
“Destinare l’area dell’ex Manifattura Tabacchi, in via XXV Luglio, a ridosso della stazione ferroviaria del Rione Ferrovia, alla nascita di una vera e propria “Cittadella dei Mestieri”. Si tratta di uno spazio oggi al centro di interventi di rigenerazione urbana e di un percorso di valorizzazione promosso dall’Agenzia del Demanio in collaborazione con il Comune di Benevento, che rappresenta una delle più importanti occasioni di recupero funzionale e sociale di un’area storica della città”.
Secondo Unimpresa, una parte significativa dell’ex complesso industriale potrebbe essere destinata a un polo permanente dedicato alle arti e ai mestieri tradizionali, con l’obiettivo di tutelare, tramandare e rinnovare competenze che rischiano seriamente di andare perdute.
“La scomparsa progressiva di questi mestieri – sottolinea Libero Sica, presidente vicario di Unimpresa Irpinia Sannio - non è soltanto una questione occupazionale, ma un problema più profondo che riguarda la perdita di capitale umano, di identità produttiva e di saperi costruiti nel tempo. Unimpresa Irpinia Sannio ritiene quindi necessario intervenire con azioni concrete di salvaguardia e promozione, riconoscendo il valore economico, culturale e sociale dell’artigianato e delle professioni tecniche”.
La “Cittadella dei Mestieri” viene immaginata come uno spazio integrato, in cui la formazione teorica possa finalmente incontrare i laboratori pratici, permettendo a giovani, studenti e adulti di apprendere direttamente sul campo. Un luogo in cui artigiani esperti possano trasferire conoscenze e competenze maturate in anni di lavoro e in cui le imprese locali possano individuare nuove figure professionali formate, motivate e immediatamente operative. Un modello di didattica dei mestieri capace di coniugare tradizione e innovazione, rispondendo alle esigenze di un mercato che chiede qualità, specializzazione e continuità generazionale.
L’area degli ex Tabacchifici, strategica per posizione e dimensioni, rappresenta secondo Unimpresa una straordinaria opportunità per coniugare recupero urbano, formazione e sviluppo economico. In questo contesto, l’associazione propone la creazione di laboratori e spazi didattici dedicati a mestieri come meccanico, elettrauto, fabbro, falegname, sarto, calzolaio, vetraio, impagliatore, liutaio, tessitore, lattoniere, idraulico, elettricista e molte altre professionalità oggi sempre più difficili da reperire, nonostante una domanda crescente da parte di cittadini e imprese e che rappresentano ancora oggi figure fondamentali per l’economia reale e per la vita quotidiana delle comunità, ma sono sempre più difficili da reperire, anche a causa della mancanza di percorsi formativi adeguati e strutturati.
“Il vero problema non è solo economico, ma culturale e generazionale, in quanto stiamo perdendo competenze che hanno costruito il nostro tessuto produttivo”, continua Libero Sica. “Senza interventi strutturati, tra pochi anni rischiamo di non trovare più artigiani capaci di svolgere lavori essenziali. La Cittadella dei Mestieri nasce proprio per fermare questa emorragia di saperi e per creare un ponte reale tra chi sa fare e chi vuole imparare”.
Secondo Unimpresa, la formazione non può più essere soltanto teorica. Serve un modello in cui l’apprendimento avvenga all’interno di laboratori attrezzati, a contatto diretto con il lavoro quotidiano, favorendo il trasferimento di conoscenze pratiche, esperienze e cultura del mestiere. Un sistema che permetta ai giovani di acquisire competenze spendibili immediatamente e alle imprese di trovare nuove figure professionali qualificate.
“Non parliamo di nostalgia del passato, ma di innovazione applicata alle tradizioni produttive”, evidenzia Ignazio Catauro, presidente di Unimpresa Irpinia Sannio. “I mestieri artigiani possono e devono evolversi, integrando nuove tecnologie e nuovi modelli organizzativi. Per farlo, però, servono spazi adeguati e una visione condivisa con le istituzioni. L’area ex Tabacchi di Benevento può diventare un polo di eccellenza per la formazione, l’occupazione e la rigenerazione urbana”. Unimpresa Irpinia Sannio ha già raccolto la disponibilità di numerosi artigiani, micro e piccole imprese associate, pronti a mettere a disposizione competenze, tempo e professionalità per avviare percorsi di tutoraggio, laboratori didattici e attività formative. Un patrimonio umano che l’associazione intende valorizzare, trasformandolo in una risorsa strutturata per il territorio sannita e per tutte le Aree Interne.
Da qui l’appello alle amministrazioni pubbliche, al Comune di Benevento, alla Provincia, Regione Campania e a tutti i soggetti coinvolti nel processo di riqualificazione dell’area ex Tabacchi, affinché questa proposta venga accolta e approfondita. Per Unimpresa Irpinia Sannio, la Cittadella dei Mestieri può diventare un elemento qualificante per la città, capace di generare nuova occupazione, attrarre giovani, rafforzare l’identità culturale del Sannio e promuovere un modello di sviluppo fondato sul lavoro, sulle competenze e sulla valorizzazione delle risorse locali.